Terremoto: nel ferrarese è “boom” di richiesta polizze assicurative

Dallo scorso 20 maggio, giorno della prima scossa che ha colpito l’Emilia, Alessandro Pansini, assicuratore plurimandatario di Ferrara, ha registrato un ”aumento esponenziale di richieste di estensione, rinnovo o nuova copertura per il terremoto”. Ma alla fine non ne ha stipulata di nuova neppure una: ”quando informo i clienti dei vincoli per ottenere il risarcimento, lasciano perdere”. Da alcune settimane ”su dieci persone che incontro, 6-7 mi chiedono ragguagli sulla copertura terremoto, per casa ma anche per aziende e capannoni”. Solo che Pansini, cotitolare della ‘Pansini A. & Venturoli G. Sas’, ai clienti deve spiegare che il ”mercato italiano non e’ in grado di supportare queste richieste con garanzie adeguate”. Il motivo e’ presto chiaro, spiega: innanzitutto sono solo 3-4 le compagnie che accettano di coprire il ‘rischioterremoto’. Poi, per poter contrarre una polizza di questo tipo, bisogna dichiarare di avere un immobile in regola con le norme antisismiche piu’ attuali. ”In ogni modo e’ applicabile una franchigia del 10-20% sul valore assicurato dell’immobile per la ricostruzione”. Infine, le polizze considerano come evento ‘causante’ solo la prima scossa e quelle delle successive 72 ore. ”Qui abbiamo avuto scosse per oltre 10 giorni. Dal punto di vista assicurativo diventa difficile accertare se il danno e’ stato causato dalla prima o dalle successive”. Pansini non lo dice, ma e’ chiaro che tutto quello che dal punto di vista assicurativo e’ difficile accertare, e’ altrettanto difficile che venga risarcito. Cosi’, davanti alla lista di limiti e vincoli, tutti rinunciano. Inoltre adesso ”con sisma in corso non credo che le compagnie assicurative in queste zone si assumerebbero il rischio”. E anche i costi per l’assicuratore sono destinati ad aumentare: ”un tempo il costo era dello 0,1-0,2 per mille del valore assicurato. Ma era quello ipotizzato per un’area considerata a bassa sismicita’. Adesso credo proprio che saranno rivisti”.