Intanto viene deciso dal Ministero dell’istruzione che per gli studenti delle zone colpite dal sisma tra Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, che si accingono a sostenere gli esami di maturita’ o di terza media, saltano le prove scritte, si faranno solo quelle orali. Altre misure riguardano l’ammissione all’anno successivo anche se non si sono raggiunti i limiti minimi dei tre quarti delle ore di frequenza e altre decisione garantiste, nel disagio. Il Santo Padre Benedetto XVI esorta a pensare con ”affetto” alle persone e alle comunita’ colpite dal terremoto, e ringrazia ”i cristiani” per quello che stanno facendo a favore della popolazione. Il geologo Paride Antolini, del Consiglio nazionale della sua professione, lancia nel contempo un appello a ”prepararsi al prossimo terremoto”. Non una previsione, ma una perorazione a favore della messa in sicurezza di un territorio che e’ sismico da sempre. L’Unindustria dei territori colpiti dal sisma, in particolare quella ferrarese, lancia l’allarme: il pericolo che incombe, dopo la segnalazione del rischio di nuove scosse, non e’ quello di un esodo biblico delle imprese, piuttosto quello che molte cerchino zone piu’ sicure, come avverte il direttore estense, Roberto Bonora, che parla di ”pericolo reale” di delocalizzazione. In un’economia in ginocchio, le infrastrutture piegate, i capannoni caduti, le strade danneggiate, l’indotto in crisi, ci manca solo la depauperazione dei siti produttivi. In una regione in cui sono oltre 14.000 le persone sfollate (16.058 contando anche quelle di Lombardia e Veneto) in 44 campi di accoglienza, 65 strutture coperte, vagoni letto, ci mancherebbe solo la disoccupazione da sisma. In questa sofferenza collettiva, spicca la storia di una donna di 64 anni, sfollata dalla provincia modenese in un albergo di Cervia e morta non per una trave che le sia crollata addosso, ma per la legionellosi, che l’ha uccisa nella notte tra venerdi’ e sabato in ospedale a Ravenna. Per prevenzione, e’ scattata la profilassi in due strutture alberghiere ravennati del litorale che l’avevano ospitata. Non c’e’ certezza del luogo dove possa avere contratto l’infezione. Un altro patema.
Terremoto: nelle tendopoli fa paura il caldo dell’estate padana, ma nei prossimi giorni sarà fresco
