Terremoto: tra le tendopoli il “Campo Roma” è operativo e ha raddoppiato l’accoglienza

“Le dichiarazioni degli amministratori del comune di Novi riguardo agli interventi di soccorso prestati dagli operatori della Protezione civile di Roma sono ingenerose e sorprendenti poiche’, a dispetto della gravita’ dell’emergenza, spostano la partecipazione solidale, anima di ogni attivita’ di protezione civile, sul piano politico al solo scopo di favorire una sterile polemica che di certo non restituira’ un tetto agli ospiti dei campi”. Lo dichiara Tommaso Profeta, direttore del dipartimento tutela ambientale e del verde – Protezione civile di Roma Capitale. “Rammentiamo la verita’ dei fatti: di concerto e in piena sinergia con il dipartimento Nazionale, il Campo Roma non e’ stato smantellato ma ampliato fino al doppio della capacita’ di accoglienza e quindi spostato nell’area dello stadio, non disponibile in prima istanza per la presenza di attendamenti spontanei – aggiunge Profeta – Come gia’ ribadito, la massima autorita’ di Protezione civile locale dovrebbe sapere che quando gli operatori romani sono giunti nella cittadina all’indomani della prima scossa di terremoto, sono stati obbligati a montare le strutture del Campo in un’area individuata e appositamente recintata dai Vigili del Fuoco alla presenza di alti rappresentanti di quel Comune. E’ utile ribadire, non certo a difesa del lavoro delle nostre squadre, che il Campo Roma fu allestito a regola d’arte e dotato di tutti gli allacci necessari a renderlo sin da subito funzionante, tanto che e’ stato immediatamente attivato; in seguito alla riorganizzazione dei campi avviata dal dipartimento Nazionale subito dopo la seconda scossa di terremoto – spiega il direttore della Protezione civile capitolina – il Campo Roma e’ stato ricollocato in tempi da record nelle strutture del campo sportivo dove i nostri operatori hanno persino realizzato un adeguato sistema fognario, prima inesistente. Le polemiche, dunque, non hanno ragione di verita’ ed e’ preoccupante che in piena emergenza chi dovrebbe risolvere le tante urgenze collegate alla situazione di crisi, spenda tempo per affidare alle cronache giornalistiche asserzioni insincere di chiara matrice propagandistica. Per fortuna – conclude Profeta – la gente di Rovereto che ha stabilito con gli operatori romani uno straordinario rapporto di solidale familiarita’, la pensa diversamente”.