
“Oggi abbiamo due grandi faglie da monitorare: quella dell’Emilia-Romagna che ha già avuto due rotture, ci preoccupa un’eventuale terza rottura, perché estenderebbe il fenomeno sismico in maniera più diretta verso il Veneto“. Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia commentando la scossa di terremoto di sabato scorso che ha avuto come epicentro le province di Treviso, Belluno e Pordenone. “L’altra faglia – ha poi spiegato ancora Zaia – è quella che ho io comunemente chiamo del Cansiglio, del Fadalto e delle Prealpi Trevigiane, e che è una faglia che conosciamo da una vita e che viene monitorata. Prova ne sia – ha aggiunto – che in quelle zone le esercitazioni della Protezione Civile per rischio sismico, si fanno“. E’ importante non non creare “allarmismo“, ribadisce il governatore, “diciamo una cosa ai cittadini: ci stiamo convivendo da decenni, stiamo parlando di probabilità e non di certezze matematiche rispetto al fatto – ha concluso – che ci possa essere un terremoto“.
“Abbiamo una stima provvisoria che definirei ridicola che è di 10 milioni di euro, che servirà per uno spolvero e basta. La verità è che qui sono decine di milioni di euro, se non di più” ha detto Zaia dopo avere visitato i 26 comuni del Polesano colpiti dal sisma del 20 maggio prima di entrare al summit coi sindaci in Prefettura a Rovigo. “Non vorrei rifare la figuraccia fatta con l’alluvione – ha avvertito il governatore – dove sono state fatte due-tre stime che si sono succedute nel tempo. Attendiamo una stima precisa. I soldi oggi non ci sono, ma come ho risposto per l’alluvione, li troveremo“. “Noi dobbiamo cominciare a parlare di messa in sicurezza degli edifici – ha proseguito – che hanno avuto restauri con fondi regionali o pubblici che oggi hanno difficoltà statiche, forse varrebbe la pena di pensare a finanziare interventi su edifici pubblici prevedendo che la priorità sia la messa in sicurezza“. Del resto per il presidente del Veneto, la grande preoccupazione “sono i capannoni, ci siamo fidati che fossero a norma – ha spiegato – oggi abbiamo constatato che le capriate appoggiate sulle colonne non sono a norma. L’abbiamo capito perché la vera prova statica ce la fatta vedere il terremoto e abbiamo visto le devastazioni. La messa in sicurezza ha bisogno di tante risorse e sono quelle che chiediamo al governo. Se il governo non decide di investire nel territorio che dà ricchezza al Paese – ha poi concluso Zaia – vuol dire che è un governo che non ha senso di esistere“.