
Il programma per la realizzazione dell’Extremely Large Telescope (E-Elt) è stato approvato dal Consiglio dell’Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell’emisfero meridionale (ESO), riunito nella sua sede di Garching, in Germania. Il progetto E-Elt prevede la realizzazione, nel deserto di Atacama, sulle Ande cilene, di un telescopio con uno specchio primario del diametro di 39 metri. Sarà, sottolinea l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), il più grande telescopio mai costruito sulla Terra e promette di svelare alcuni dei segreti dell’Universo: dalla presenza di pianeti extrasolari abitabili alla natura della materia e dell’energia oscura. Le condizioni estremamente aride, propizieranno eccellenti osservazioni astronomiche a circa 3000 metri di quota. Nel progetto è previsto che il telescopio sia pronto a compiere le sue prime osservazioni astronomiche nel 2022. “L’Extremely Large Telescope, l’orgoglio europeo dell’astronomia sta diventando realtà.” Così commenta Giovanni Bignami, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. “C’è una ampia maggioranza per la realizzazione del progetto – prosegue Bignami – e il voto dell’Italia è stato determinante. Il nostro Paese è totalmente favorevole al progetto, ma deve ancora aggiustare la propria allocazione finanziaria, cosa che avverrà nel corso di quest’anno, per poterlo finanziare. Il contributo economico italiano all’E-ELT si attesterà sui 4 milioni di euro l’anno per i prossimi dieci anni. In più, l’INAF ha aggiunto una ulteriore quota economica. Un’azione determinante questa, che ha dato il via libera al voto favorevole della delegazione italiana“. L’INAF con i suoi ricercatori e le tecnologie da loro sviluppate, come ad esempio i sistemi di ottiche adattive per annullare gli effetti negativi prodotti dalla turbolenza atmosferica sulle immagini astronomiche, insieme alle industrie italiane, giocherà un ruolo da protagonista nella costruzione di E-ELT. Al di là dell’ovvio enorme interesse scientifico che E-ELT avrà, la decisione presa ieri al Council di ESO rappresenta anche un fondamentale via libera alla attivita’ di progettazione di componenti essenziali del telescopio e della sua strumentazione da parte della comunita’ INAF, in collaborazione con l’Industria italiana sottolinea Giampaolo Vettolani, Direttore Scientifico dell INAF. Da questa attivita’ tecnologica ci si aspetta anche un forte ritorno economico paragonabile all’investimento stesso da parte del nostro Paese. In tal senso l INAF ha organizzato per il prossimo 22 giugno presso il Ministero per gli Affari Esteri la giornata MAE Industry Day per illustrare i programmi ESO e verificare la partecipazione delle Industrie italiane.