
Oggetto della perizia condotta in modo collegiale sono le colture di mais, soia e barbabietola, maggiormente colpite dalla siccita’. In particolare i dati relativi a Rovigo e Padova destano preoccupazione. Nel rodigino gli ettari coltivati a seminativi sono circa 50.000 per molti dei quali si stima una perdita superiore all’80% del raccolto. Di poco distanti i dati che riguardano il padovano che ha circa 100.000 ettari di terreno coltivati a seminativi: nel caso del mais la perdita e’ di circa il 50% del raccolto, seguono la soia con il 40% e la barbabietola con un danno che oscilla tra il 30% e il 40% delle colture. I dati pero’, sostengono i consorzi presenti, sono destinati a crescere se perdureranno le condizioni di sole e vento di questi giorni. Nel padovano si stima, al momento, che la perdita ammontera’ a circa 80-100 milioni di euro relativamente alla produzione dei seminativi. Non stanno meglio le colture orticole e frutticole. Nel polesine pomodori, cocomeri e meloni stanno manifestando danni da scottatura e la ridotta pezzatura, a causa della mancanza d’acqua , influira’ sui prodotti ritenuti scarti perche’ troppo piccoli per il mercato, portando cosi’ ad un inevitabile deprezzamento del prodotto. Anche i frutteti stanno subendo lo stesso triste destino. Diversa invece la situazione per i vigneti dove le piante soffrono meno la mancanza d’acqua e anche una sola pioggia puo’ salvaguardare la produzione, garantendo la qualita’ del prodotto.
L’unica soluzione a questo tipo di calamita’ e’ la stipula preventiva di un’assicurazione, come indicato in questi giorni anche da Coldiretti Veneto, perche’ la situazione meteorologica instabile rende sempre piu’ precaria la sicurezza di portare a termine la stagione produttiva per qualunque tipo di coltura: alluvioni, grandinate, trombe d’aria e caldo eccessivo stanno diventando oramai normali e come tali vanno trattati. Il suggerimento agli agricoltori e’ quello di stipulare polizze assicurative multirischio agendo in modo preventivo, perche’ non e’ piu’ prevedibile quale calamita’ naturale si abbattera’ sulle nostre campagne. ”Il Condifesa Veneto – spiega il Presidente Valerio Nadal – gia’ da diversi anni sta realizzando incontri collegiali, come quello odierno per uniformare il servizio all’impresa agricola, fornendo la consulenza e tutte le indicazioni per non essere in bali’a delle compagnie assicurative, ma anzi costruire con loro le proposte piu’ idonee a tutelare i redditi d’impresa. Non ci si puo’ piu’ improvvisare, in agricoltura e’ necessario procedere con strumenti di previsione e gestione a monte dell’eventuale danno, non a caso con il Condifesa del Friuli Venezia Giulia abbiamo attivato a partire dalla Campagna Assicurativa 2012 (dopo un’attenta sperimentazione negli anni precedenti) anche 4 Fondi Mutualistici specifici capaci di intervenire in casi di assoluta emergenza: il Fondo per soci danneggiati da alluvione ed eventi catastrofali, il Fondo per danni da gelo su actinidia, il Fondo di risemina e quello per i danni da animali selvatici”.