Alluvione nel sud della Russia: in poche ore sarebbero caduti più di 250mm, una quantità d’acqua che solitamente cade in due mesi

Una terribile inondazione, nella notte fra venerdì 6 e sabato 7 Luglio, ha letteralmente sconvolto le coste meridionali della Russia europea, che si affacciano sul mar Nero. Purtroppo il bilancio delle vittime è pesantissimo, continuando a salire di ora in ora. L’alluvione lampo ha colpito soprattutto la regione di Krasnodar . La maggior parte delle vittime si è registrata nel distretto di Krymsk, mentre altre vittime sono state trovate lungo le importanti stazioni balneari della regione. Molte vittime erano persone anziane che dormivano nella città di Krymsk quando si è scatenato il violento temporale autorigenerante che si è soffermato per varie ore nella regione agricola di Krasnodar durante la notte. Gran parte delle vittime sono annegati all’interno delle proprie abitazioni. L’intensa precipitazione, caratterizzata da rain/rate molto elevati, in poche ore avrebbe scaricato dai 200 ai 250 mm d’acqua. Quel che basta per trasformare le strade collinari in torrenti di acqua e fango che si sono abbattuti con tutto il loro impeto sulle abitazioni, trascinando verso le coste del mar Nero un ingente quantitativo di acqua e detriti che hanno raggiunto pure la città di Novorossiisk, importante porto russo sul mar Nero.

Tutta quell’acqua, caduta in cosi poco tempo sulle alture circostanti, non poteva essere smaltita in modo corretto. Il grande “surplus” idrico ha generato l’esondazione di quasi tutti i corsi d’acqua e il successivo “Flash Flood“ disastroso. L’acclività ha reso le inondazioni ancora più distruttive. L’evento alluvionale ha avuto pure immediate ricadute economiche. La Russia è stata costretta a bloccare l’attività navale nel porto di Novorossirsk e anche l’export di petrolio per via delle inondazioni e di uno smottamento che ha creato numerosi disagi. Intanto da Mosca sono già partiti gli aiuti, lo stesso presidente russo, Vladimir Putin, ha assicurato la propria presenza nelle aree interessate da questo disastro naturale. Di certo ci vorrà molto tempo affinchè si ritorni alla normalità. Quella di ieri è stata, probabilmente, la peggiore alluvione che abbia mai colpito la regione di Krasnodar negli ultimi 70 anni.

In pratica, in appena 3-4 ore sulla regione di Krasnodar è caduto lo stesso quantitativo di pioggia che solitamente cade in più di due mesi. Con molta probabilità sui versanti meridionali dei rilievi che caratterizzano l’immediato retroterra, dietro la città di Novorossirsk, si sono concentrati i massimi carichi precipitativi, esaltati dall’effetto “stau” (sbarramento orografico) indotto dall’umidissima ventilazione sud-orientale presente nei bassi strati (che di solito può portare piogge molto abbondanti sulle coste di Crimea e su quelle russe per lo sbarramento orografico indotto dai rilievi del retroterra), richiamata dal “CUT-OFF” isolato poco a sud della penisola di Crimea, sopra il settore settentrionale del mar Nero. Li gli accumuli avranno oltrepassato i 250-260 mm, avvicinandosi ai 300 mm, una quantità davvero enorme che concentrata in poche ore non poteva non avere degli esiti cosi disastrosi su un territorio che già in passato è rimasto vulnerato da altri eventi alluvionali.

Dal punto di vista sinottico il quadro barico sullo scacchiere europeo inquadrava un robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale di blocco che dall’entroterra algerino si ergeva verso il Mediterraneo centrale, l’area balcanica e gran parte dell’Europa centro-orientale, assicurando bel tempo e clima caldo e soleggiato. Al contempo, sul settore settentrionale del mar Nero, il blocco anticiclonico ad ovest ha agevolato l’isolamento di un piccolo “CUT-OFF” (vortice ciclonico chiuso ben strutturato in alta quota) evoluto allo stadio di un “Upper Level Low”, in fase di lento colmamento visto il mancato supporto fresco in quota e il taglio causato dalla struttura anticiclonica di blocco. Questa circolazione depressionaria, attiva solo alle medie e alte quote della troposfera, si è localizzata a ridosso della penisola di Crimea, con il minimo barico in quota collocato poco a sud della penisola, causando un incremento del “gradiente termico verticale“ che ha inasprito l‘attività convettiva. Anche i valori dell’indice “Cape” (indice che misura il potenziale che ha l‘aria ad ascendere verso l‘alto), piuttosto elevati, indicavano una forte instabilità atmosferica. Lungo il margine orientale di questo “CUT-OFF”, posizionato poco a sud delle coste di Crimea, si è attivato un debole flusso dai quadranti sud-orientali che ha spinto aria piuttosto umida dal mar Nero.

L’aria molto umida e altamente instabile sollevata dalle ormai più tiepide acque superficiali del mar Nero, spingendosi verso nord-est, ha raggiunto l’area costiera nei pressi di Novorossiisk. Propri qui, incontrando i rilievi montuosi presenti nel vicino retroterra, il flusso umido marittimo da SE ed E-SE è stato costretto a sollevarsi verso l’alto, per forzatura orografica, innescando cosi lo sviluppo di forti moti convettivi che hanno costruito un intenso sistema temporalesco autorigenerante a mesoscala che si è notevolmente ingrossato in loco per merito dell’intenso “gradiente termico verticale” e l’azione destabilizzante del vicino “CUT-OFF”.

Il grosso sistema convettivo, una volta formato, è rimasto pressoché stazionario insistendo per varie ore su quasi tutta la regione di Krasnodar, scaricando violente precipitazioni, con rain/rate molto elevati, che in poche ore hanno inondato l’intera area. E’ stata proprio la stazionarietà del sistema convettivo a mesoscala sulla regione di Krasnodar ad originare la terribile alluvione che ha sconvolto questo fazzoletto di terra del sud della Russia. Le forti piogge hanno interessato tutto il tratto di costa, dalla città di Novorossiisk fino allo stretto di Kerch, l’unico Canale navigabile che permette il collegamento con il mar d’Avoz. Il grosso sistema convettivo a mesoscala, muovendosi lungo la parte settentrionale del “CUT-OFF”, si è poi spostato verso ovest, interessando, seppur indebolito, il settore più orientale della penisola di Crimea, dove si sono verificati dei forti rovesci e temporali, come nella città di Kerch. Il complesso nucleo temporalesco che ha originato questo grande disastro si è dissolto solo nel primo pomeriggio, non appena sono venute meno tutte le condizioni termodinamiche che lo hanno alimentando, favorendo un suo definitivo collasso proprio in prossimità della Crimea.