
Il Canale di Sicilia è nel mirino delle compagnie petrolifere e, come denuncia Greenpeace nel rapporto “Meglio l’oro blu dell’oro nero” [1], sono ben ventinove le richieste di autorizzazioni per cercare petrolio, di cui undici già concesse. Insomma, si profilano rischi come quelli purtroppo materializzatisi con il disastro della Deepwater Horizon, in Louisiana, dell’aprile 2010.
“Un disastro come quello del Golfo del Messico nel nostro Mediterraneo avrebbe effetti devastanti – ricorda Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia – Se si iniziasse a trivellare nel Canale di Sicilia, spiagge meravigliose come questa sarebbero messe a rischio e con esse l’economia delle comunità che vivono sulla costa. Dobbiamo fermare subito i piani dei magnati del petrolio, prima che sia troppo tardi”.
“Troppo spesso associazioni e comitati sono stati lasciati soli contro i poteri forti del petrolio. Gli enti locali, che rivendicano un ruolo di sentinella territoriale, troppe volte non hanno partecipato attivamente a queste battaglie. – continua Giorgia Monti – Chiediamo a tutti, regione, provincie e comuni, di fare il loro dovere per fermare questi progetti e tutelare il territorio”.
Greenpeace è impegnata da quasi due settimane in Sicilia con il tour ” U mari nun si spirtusa” per chiedere agli amministratori locali di firmare l’Appello rivolto al ministero dell’Ambiente [2] per fermare le trivelle e tutelare il Canale di Sicilia. Sono già trenta i sindaci che hanno aderito alla campagna, insieme ad amministratori regionali e associazioni della pesca.
Tutti i cittadini possono seguire il tour on line sul sito www.notrivelletour.org e aderire alla petizione per chiedere ai sindaci di sottoscrivere l’appello rivolto al ministro dell’Ambiente.
Note:
- Il rapporto “Meglio l’oro blu dell’oro nero” è disponibile su: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2012/mare/meglio-l-oro-blu-dell-oro-nero.pdf
- Link all’appello su: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/file/2012/mare/appello-sicilia.pdf .
Elenco dei comuni firmatari: Palermo, San Vito Lo Capo, Erice, Favignana, Pantelleria, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Sciacca, Siculiana, Realmonte, Gela, Vittoria, Ragusa, Pozzallo, Noto, Caltanissetta, Enna, Trapani, Pachino, Marsala, Lampedusa e Linosa, Modica, Scicli, Custonaci, Butera, Ispica, Licata, Porto Palo di Capopassero, Acate, Agrigento. Hanno aderito anche: Alessandro Aricò, Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente; Angelo Pizzuto, Commissario straordinario del Parco delle Madonie; On. Vincenzo Marinello Parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana; Francesco Aiello, Assessore Regionale per le Risorse Agricole e AlimentariAGCI-AGRITAL Sicilia; LegaCoop Sicilia; LegaCoop Pesca Sicilia; Comitato Stoppa la Piattaforma; Associazione Apnea Pantelleria Onlus; Associazione L’AltraSciacca, Consorzi di ripopolamento ittico di Agrigento e di Siracusa.
