
La grave siccità che ha colpito la zona occidentale del Nord America tra il 2000 e il 2004, la peggiore degli ultimi 800 anni, potrebbe rivelarsi la “nuova normalità” del secolo in atto. E’ quanto si legge in uno studio pubblicato da Nature Geoscience, in cui un gruppo di 10 ricercatori americani ha sottolineato come tali eventi climatici estremi siano aumentati a causa del riscaldamento globale. “Eventi climatici estremi come questi causeranno ulteriori fenomeni di siccità su vasta scala e mortalità degli ecosistemi forestali, e la capacità della vegetazione di sequestrare carbonio è destinata a diminuire – ha dichiarato Beverly Law, co-autore dello studio e docente all’Università dell’Oregon – durante questa siccità, il sequestro di carbone in questa regione si è dimezzato. Si tratta di un calo enorme. E se le emissioni globali di anidride carbonica non diminuiranno, il futuro sarà ancora peggiore”. Secondo i ricercatori, 80 dei 95 anni compresi tra il 2006 e il 2100 avranno valori di precipitazioni bassi come, o più bassi, di quelli registrati durante la siccità del 2000-04. “Verso l’ultima metà del XXI secolo il regime delle precipitazioni associato alla siccità dell’inizio del nuovo secolo rappresenterà un evento isolato di estrema umidità”, hanno scritto gli studiosi, sottolineando che queste tendenze a lungo termine sono in linea con una “mega-siccità” del XXI secolo.