
“In prossimita’ dell’attraversamento del torrente Verberano, verso le 10 del mattino, un gruppo di ciclisti -spiega la nota dell’ente- si e’ accorto di due animali, uno sulla riva e l’altro in acqua, impegnati in una frenetica attivita’ di gioco”. Enzo Diaco, del gruppo, seppur nel dubbio, ha intuito che si trattava di lontre. La forma del corpo, infatti, rimandava a quella di un grosso mustelide, circa una volta e mezzo una faina, e la testa dei due animali, che emergeva ogni tanto dall’acqua, sembrava quella di una foca. Due giorni dopo, nella stessa localita’, c’e’ stato un nuovo avvistamento e questa volta si trattava di due coppie di lontre che giocavano nell’acqua bassa del lago. Sulla base della testimonianza di Enzo Diaco, Romina Fusillo e Manlio Marcelli, zoologi esperti di ecologia della lontra, ritengono molto probabile che si sia trattato di sub-adulti di lontra appartenenti alla stessa cucciolata, oppure di adulti impegnati nelle attivita’ di gioco preliminari all’accoppiamento. “In effetti, essendo la lontra euroasiatica un carnivoro solitario, -si evidenzia- e’ piuttosto infrequente vedere piu’ individui insieme. Si tratta di un’ottima notizia per la piccola popolazione di lontre della Sila”. Gia’ nel 2009, spiegano all’ente parco, “nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dall’Ente Parco e dal Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria, Manlio Marcelli e Romina Fusillo avevano documentato, per la prima volta e a distanza di circa trent’anni dalla presunta estinzione nell’altipiano silano, la presenza della lontra in diversi corsi d’acqua del Parco, tra i quali anche il torrente Verberano”.
“Lungo questo torrente -continua la nota- sono stati rinvenuti escrementi di lontra proprio in prossimita’ dell’immissione nel lago Ampollino, quindi nella stessa localita’ degli eccezionali avvistamenti. Durante la ricerca del 2009 ed alcune indagini svolte nell’ambito di un altro progetto condotto nel 2011, non erano state tuttavia raccolte evidenze di frequentazione dei laghi silani da parte della lontra, sebbene era stata ipotizzata l’importanza di questi corpi idrici per l’ampia disponibilita’ di risorse alimentari. Gli avvistamenti dell’Ampollino rappresentano dunque -secondo gli esperti- una prima evidenza d’uso dei laghi silani da parte della lontra ed assistere al gioco di quattro lontre contemporaneamente e’ un evento tanto eccezionale da potersi paragonare alla vincita di un tredici al totocalcio, tanto piu’ nel parco nazionale della Sila, dove la presenza della lontra e’ numericamente esigua”. Secondo l’ente parco “non e’ un caso che gli avvistamenti siano stati registrati all’interno di un’area protetta come il Parco, che porta avanti politiche di gestione oculata e di conservazione avanzata. Questa e’ la dimostrazione che le aree protette -si sottolinea- rappresentano davvero i punti cardine per la conservazione della biodiversita'”.
Eccezionali avvistamenti di due lontre in Sila, sulle sponde del lago Ampollino
