
In Siberia occidentale ondata di caldo anomalo e allarme per il diffondersi degli: in fumo circa 15 mila ettari di boschi, in particolare nella regione di Krasnoiarsk e Tomsk. Mentre 15 mila persone sono rimaste senza luce nel sud della Russia, ad Anapa, dove a causa della elevata temperatura, sono saltati i cavi elettrici. Lo stesso si era verificato a Krasnodar il 24 luglio. A Tomsk è stato chiuso l’aeroporto, dopo che una fitta coltre di fumo ha invaso la città. Proclamato lo stato di emergenza. Circa 2500 persone sono impegnate nello spegnimento dei roghi, alimentati dal vento.
Il premier russo Dmitry Medvedev durante l’incontro di governo che mirava a definire le misure per contenere la minaccia climatica, ha criticato duramente le autorita’ locali delle 11 regioni russe in stato d’emergenza a causa dei violenti incendi. Tra queste, la regione dell’Altai, nella Siberia meridionale e la citta’ di Tomsk, avvolta da un intenso fumo nero che ha interrotto il traffico aereo sulla zona. Secondo quanto dichiarato dal primo ministro, gli incendi sarebbero divampati a causa della negligenza delle autorita’ locali e non per ragioni naturali. Medvedev ha inoltre sottolineato come ogni singolo centro abitato della Russia dovrebbe essere attrezzato con un sistema di allarme anti incendio. “Anche se la situazione e’ sotto controllo, non e’ normale, e’ incredibile“, ha affermato il premier. La Rosgidromet, l’agenzia metereologica russa, ha affermato durante l’incontro di governo che il caldo continuera’ anche durante la prossima settimana. A causa della siccita’, gia’ il 6% dei raccolti nel paese sono andati persi.
