Esemplare di squalo Capopiatto spiaggiato sulla costa messinese vicino Scaletta: specie piuttosto comune nello stretto di Messina

Ecco l'esemplare di Capopiatto già morto sull'arenile di Scaletta Zanclea, lungo la costa messinese

Un piccolo esemplare di squalo Capopiatto, meglio noto con il nome scientifico di Hexanchus griseus Bonnaterre, è stato trovato spiaggiato nel pomeriggio di ieri lungo la costa messinese, nel tratto compreso fra l’abitato di Giampilieri Marina e il comune di Scaletta Zanclea (siamo lungo l‘imboccatura sud dello stretto di Messina). Tanta l’apprensione fra i bagnanti che si sono trovati l’animale appoggiato sul bagnasciuga, già morto. Questa specie è la più grande della famiglia dei Hexanchidae. La caratteristica principale degli squali Capopiatti è quella di avere un’unica pinna dorsale. Inoltre le loro dimensioni possono variare fra i 140 ed i 480 cm. Ma alcuni esemplari possono superare anche i 5 metri di lunghezza. I Capopiatti, che dai pescatori del Mediterraneo vengono chiamati anche pesci “Vacca” data la loro mole, sono abituati a vivere a grandi profondità, è sovente, durante le ore notturne, come capita spesso nello stretto di Messina, possono risalire fino in superficie per predare altri pesci o alle volte pure pesci Spada e Calamari. Nelle acque dello stretto di Messina, molto pescose è ricche di vita per via delle forti correnti di marea che producono un ricambio d‘acqua davvero unico al mondo, il Capopiatto è una specie molto comune. Inoltre, l’habitat abissale fornito dallo stretto, con i fondali che sprofondano fin sotto i 500 metri nella zona meridionale del Canale, è l’ideale per questa specie di animali che sovente sono abituati a vivere a grandi profondità. Quello spiaggiato ieri sul litorale di Scaletta è un esemplare non molto grande che per ragioni ancora da definire è andato alla deriva raggiungendo la linea di costa, probabilmente già da morto.