
Il vice presidente della Società astronomica di Jeddah, l’astrofisico Sharaf al-Sufiyani, ha rivelato che il 22 Luglio 2012 sono stati ritrovati dei detriti meteorici nei pressi del villaggio Al-Ajbel, in Arabia Saudita. Egli ha sottolineato nella sua dichiarazione al quotidiano Medina, che la meteora si è frammentata in vari pezzi di roccia più piccoli prima di raggiungere il suolo, raggiungendo diverse località. Uno degli abitanti gli avrebbe riferito che ci sarebbero almeno altri due luoghi simili dove i frammenti sarebbero atterrati. Per quanto riguarda la tempistica della caduta, Al-Sufiyani riferisce che è molto difficile determinarne l’esatta dinamica, dal momento che ciò richiederebbe laboratori specializzati, ma non sembra che sia accaduto troppo tempo fa. Se così non fosse i vari frammenti sarebbero stati ricoperti dalla terra a causa degli agenti atmosferici e sarebbero stati di difficile individuazione. L’astrofisico ha poi riferito che nel caso in cui il meteorite fosse caduto su abitazioni o su aree densamente popolate, avrebbe inflitto danni notevoli. Il motivo per cui ciò non è avvenuto è dovuto a molteplici fattori: innanzitutto la Terra possiede un’atmosfera capace di limitare enormemente la caduta delle rocce spaziali, disintegrandole o disgregandole prima dell’impatto con il suolo. In secondo luogo le aree abitate rappresentano pur sempre una piccolissima parte rispetto ai deserti, agli Oceani e alle aree remote della Terra. E in ultimo motivo non è da sottovalutare l’evento fortuito. Ciò nonostante, esistono casi riportati di meteoriti che hanno danneggiato abitazioni o vetture, o che hanno spaventato la popolazione. Questi corpi rocciosi in orbita nello spazio vengono periodicamente attratti dall’attrazione gravitazionale terrestre e piombano verso la nostra atmosfera, bruciando per attrito. Ogni giorno migliaia di particelle di polvere e sassi giungono nella nostra atmosfera, ma solo alcune riescono a sopravvivere sino al suolo. Ed è certamente meglio così.