
Giuliacci fa una breve analisi del fenomeno, e poi spiega come El Niño tende a influenzare il clima di tutto il pianeta, anche dell’Europa e dell’Italia: “rende più frequenti e insistenti le incursioni estive dell’Anticiclone Nord-Africano su continente europeo. Insomma, le annate in cui sul Pacifico imperversa El Niño sono solitamente caratterizzate, in Italia, da estati molto calde: è capitato ad esempio nel 1994, nel 1998 e, soprattutto, nella caldissima estate del 2003 (la più calda degli ultimi secoli). Dobbiamo quindi prepararci a sopportare un caldo “infernale” come nel 2003? Fortunatamente no! L’estate di quest’anno sarà sì un’estate piuttosto calda, ma non eccezionale come quella del 2003, anche perché El Niño, che si sta ancora sviluppando, riuscirà al massimo a influenzare la parte terminale della stagione. Del resto l’ultima volta che El Niño si è presentato in questa stagione per lui anomala (solitamente questo fenomeno comincia a svilupparsi tra novembre e dicembre) è stato nel 2002, quando l’estate non fu particolarmente calda e, al contrario, dalla metà di luglio in poi fu guastata dal continuo passaggio di vortici di aria fresca atlantica. Insomma, quella di quest’anno non dovrebbe essere una stagione bollente come quella del 2003, ma attenzione: se davvero, come è probabile, El Niño nei prossimi mesi giungerà a piena maturazione per poi resistere almeno fino alla prossima primavera, allora quella del 2013 potrebbe al contrario trasformarsi in una nuova estate da caldo record, simile alla stagione eccezionale del 2003“.
