
Sarebbero i cristalli fotonici presenti nell’occhio del pesce elefante (Gnathonemus petersii) a consentirgli di vedere al buio. Questa la scoperta pubblicata sulla rivista Science da un gruppo di scienziati europei, tra cui i ricercatori della Universita’ di Leipzig e della Cambridge University. Il pesce elefante ha un naso a forma di corno e vive in acque dolci, calde e scarsamente illuminate dell’Africa, utilizzando impulsi elettrici per interagire con l’ambiente, ma, a differenza di altri animali completamente adattati al buio, possiedono occhi sui quali contano per orientarsi. “L’occhio di questo pesce ha una struttura particolare che permette di vedere in modo affidabile grandi oggetti in movimento come i predatori, anche in un ambiente buio e dove sono a malapena distinguibili movimenti confusi“, ha spiegato Andreas Reichenbach, uno degli autori dello studio e ricercatore all’Universita’ di Lipsia. La retina del pesce elefante e’ formata da due tipi di fotorecettori, coni e bastoncelli. “I coni – ha spiegato ancora Reichenbach – sono raggruppati in una struttura formata da una serie di cristalli disposti come una tazza, che riflettono la luce parabolica, e le aste sono dietro questi riflettori“. Questa struttura e’ capace di moltiplicare di dieci volte l’intensita’ luminosa che riceve. Un record, se si considera che i gatti, per antonomasia gli animali che vedono meglio al buio, arrivano solo a due volte.