
Come previsto dai modelli la tempesta tropicale “Saola” è divenuta un tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. Dopo aver lasciato il caldo mar di Luzon il sistema tropicale ha continuato a muoversi verso nord-nord/ovest sul Pacifico tropicale occidentale, avvicinandosi progressivamente alle coste orientali dell’isola di Taiwan che inizia ad essere interessata dalle bande nuvolose più periferiche che scorrono lungo il lato occidentale del tifone. Finora “Saola” è transitata su un ambiente molto umido e sopra acque superficiali piuttosto calde, con valori superiori ai +28°, dati più che sufficiente per alimentare un tifone. Ma il rafforzamento del tifone delle ultime ore è da imputare al costante e umidissimo flusso sud-occidentale, proveniente dalle latitudini sub-equatoriali (quindi masse d’aria calde e ricche di vapore acqueo), che alimenta il bordo più meridionale della circolazione ciclonica tropicale. Il tifone “Saola”, pur progredendo verso nord-nord/ovest, continua ad aspirare un ingente ed esteso flusso caldo e umido da sud-ovest che pompa grandi quantitativi di umidità e calore latente dal mar Cinese Meridionale e dai mari che circondano gli arcipelaghi indonesiani.
Buona parte di questi corpi nuvolosi cumuliformi sono stati poi aspirati dalla vasta circolazione ciclonica di “Saola”, favorendo un ulteriore potenziamento della tempesta. Attualmente “Saola”, posizionata poco a est-nord-est delle incontaminate isole Batan, sul Pacifico occidentale, mantiene lo status di tifone di 1^ categoria, con venti medi sostenuti sui 121 km/h e raffiche capaci di superare i 125 km/h. Si tratta di un tifone di piccola intensità, nonostante la sua estensione. Inoltre le tempeste più forti, con venti medi ad oltre i 120 km/h, sono localizzate attorno il centro dell’area depressionaria, nelle zone che circondano il sistema, l’intensità del vento non supera lo stadio di tropical storm. Ad esempio, nell’isola filippina di Batan, la più grande delle Batan (non per caso il nome dell’arcipelago è quello dell’isola principale), durante il passaggio di “Saola” i forti venti da N-NO e NO, poi ruotati progressivamente più verso O-NO e Ovest con lo spostamento verso nord-nord/ovest del tifone, hanno raggiunto una intensità media sostenuta di ben 64.8 km/h da NO intorno alle 04:00 AM, mentre la pressione è scesa fino ad un picco di 986 hpa.
Le forti raffiche di vento, in genere da NE o N-NE, che interesseranno Taipei faranno oscillare, anche se di pochissimi millimetri, il famoso “Taipei 101”, il terzo grattacielo più alto al mondo dopo la “Burj Khalifa” di Dubai (attualmente il grattacielo più alto del pianeta) e “l‘Abraj Al Bait” di La Mecca. Ma grazie alla costruzione della grande sfera d’acciaio del diametro di 5.5 metri, costituita da 41 dischi e del peso di 660 tonnellate, sostenuta da otto pompe idrauliche situate all’interno dell’edificio tra l’87º e il 92º piano, tali oscillazioni suscitate dalle forti raffiche di vento verranno prontamente controbilanciate. Nella giornata di giovedì “Saola”, mantenendo lo status di tifone, tenderà a passare a nord-est delle coste settentrionali di Taiwan salendo di latitudine e iniziando a virare più verso nord-ovest, in direzione delle coste orientali cinesi, dove con molta probabilità effettuerà il “landfall” definitivo entro il fine settimana. In questa fase, date le elevate temperature delle acque superficiali nel settore meridionale del mar Cinese Orientale, non è escluso che il tifone possa temporaneamente rafforzarsi alla 2^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti oltre i 150-160 km/h e raffiche di gran lunga superiori.
In tal caso “Saola” comincerà a rappresentare una seria minaccia per le coste cinesi orientali, per le forti piogge e le intense mareggiate. In molte province le autorità cinesi saranno costrette a imporre delle evacuazioni. Tra la serata di giovedì e la prima mattinata di venerdì il tifone dovrebbe avvicinarsi alle coste orientali cinesi per effettuare un “landfall” definito nel tratto di costa fra le città di Dongtou e Xiapu, indebolendosi successivamente a tempesta tropicale. Poco prima dell’avvenuto “landfall” le forti tempeste di vento da NE ed Est che si formeranno lungo il lato settentrionale della circolazione ciclonica andranno a colpire in pieno le coste della Cina orientale, da Shanghai fino a Lianjang, causando forti mareggiate, con onde alte anche più di 6-7 metri, visto l’esteso “Fetch” su un ampio tratto del mar Cinese Orientale. Molti porti verranno chiusi obbligatoriamente mentre quasi l’intera flotta peschereccia sparsa per il mar Cinese Orientale sarà costretta a rientrare anticipatamente nei principali scali portuali, evitando di essere colpita dalla tempesta. Solo dopo aver effettuato il “landfall”, quando comincerà a spingersi verso l’entroterra della Cina orientale, “Saola”tenderà rapidamente ad essere declassata da tempesta a semplice depressione tropicale, in grado di portare abbondanti precipitazioni e forti temporali sulla Cina orientale fino alla giornata di sabato. Nei prossimi giorni rimane alta la possibilità di sviluppo di nuovi sistemi tropicali organizzati, fra il Pacifico occidentale e il mar delle Filippine, con l’avanzare di nuove “tropical wave” dal mare a nord di Papua Nuova Guinea.
