Un inedito sito internet segnala la presenza, sulle spiagge della Costa azzurra, della Pelagia noctiluca, la più velenosa delle meduse del Mediterraneo, in cui spesso si imbattono i bagnanti durante l’estate. Il sito (http://www.medazur.obs-vlfr.fr), ancora in fase sperimentale, si limita a monitorare per il momento una zona circoscritta fra Mentone e Antibes. Il bollettino indica un rischio minimo di incontrare delle meduse con un bollino blu, un rischio moderato (verde) e un rischio massimo (rosso). Domani si sa che l’indicatore sarà rosso per i turisti che arrivano a Nizza. I bollettini “meteo-meduse” – una novità mondiale – si basano su un gran numero di dati: allerte degli stessi bagnanti ma anche sulle ricerche dell’Osservatorio oceanologico di Villefranche-sur-Mer. Un programma scientifico, finanziato da due anni con 66.000 euro dal dipartimento delle Alpi-Marittime, studia attualmente tutto il ciclo vitale delle meduse e la loro distribuzione lungo il litorale. Nella profonda rada di Villefranche-sur-Mer, i ricercatori hanno installato una grande boa gialla munita di sofisticati ricettori che misurano per esempio le correnti o la salinità. La notte, quando le meduse risalgono in superficie, una telecamera trasmette la loro immagine al laboratorio situato lungo il mare.
In Costa azzurra arriva il bollettino “meteo-meduse”
