Il comando regionale del Corpo forestale dell’Umbria, per la prima volta in Italia, ha messo a punto, insieme all’Avvocatura distrettuale dello Stato, una metodologia per il recupero delle spese sostenute per le operazioni antincendio, da addebitare agli indagati come trattativa extragiudiziale. In questo modo lo Stato – ha spiegato stamani il Cfs umbro in una conferenza stampa – non si costituisce parte civile nei procedimenti penali contro le persone imputate per i reati di incendio doloso o colposo. L’avvocatura – ha spiegato il comandante regionale del Cfs, Guido Conti – entra in possesso del conteggio complessivo dei costi di spegnimento. Tra questi potrebbero esserci anche costi relativi a mezzi aerei impiegati per lo spegnimento degli incendi. Soltanto in un secondo momento (nella fase, come detto, extragiudiziale) la stessa avvocatura inoltra alla persona coinvolta gli estremi dell’importo e le modalita’ di pagamento. ”Finora – ha detto Conti – sono 20 in Umbria i fascicoli aperti dal Cfs per recuperare l’importo delle spese sostenute per le operazioni antincendio. E’ uno strumento di lavoro innovativo utile a recuperare somme di denaro pubblico che, se esteso alle altre regioni d’Italia, potra’ sicuramente portare ad un notevole introito di risorse finanziarie, e ad inibire psicologicamente comportamenti spesso leggeri ed irresponsabili”.