Indonesia: collassa la parete del monte Merapi

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A seguito di una piccola eruzione vulcanica, il monte Merapi, situato nei pressi della città di Yogyakarta, ha emesso fumo denso miscelato con gas e cenere sino ad 1 Km nel cielo, causando il collasso della parete vulcanica. A seguito dell’evento non si sono registrate altre attività, e lo stato di allerta è rimasto invariato. Secondo gli esperti l’incidente si è verificato a seguito dell’accumulo di gas prodotto dal magma del vulcano. Gli sbocchi da cui è stato rilasciato erano troppo stretti, e questo ha causato un accumulo di pressione che ha determinato il collasso, unito a dei forti boati uditi dalla popolazione. Il crollo è stato attribuito ad un processo naturale e non è dovuto ad un aumento della sua attività. Dopo un’eruzione avvenuta nel 2010, le rocce non si erano completamente stabilizzate, per cui la forza di gravità e il peso delle stesse rocce hanno causato il crollo della parete. In seguito all’evento si è udito un forte odore di zolfo  ed è stata osservata una nube di cenere leggera. Dopo aver stilato il rapporto, si è appreso che tra le località di Jurang Jero, Srumbung e il villaggio Ngablak, si è verificata una pioggia di cenere, ed è stato stabilito che il fumo osservato non è stato emesso dall’eruzione bensì dalla cupola del cratere collassato. I vulcanologi locali hanno esortato i residenti che vivono intorno al vulcano a mantenere la calma e a non farsi prendere dal panico a causa di voci poco chiare. Tuttavia sono sconsigliate le escursioni nei pressi della vetta. Secondo un ricercatore, il fenomeno è stato il primo dopo l’eruzione del 2010. Il magma vulcanico è attualmente ricco di gas e i residenti sono ormai abituati a questi continui rombi che emette la montagna di 2968 metri s.l.m. Il monte Merapi è un vulcano conico, il cui nome significa “Montagna di fuoco”. Si tratta di uno dei vulcani più attivi dell’Indonesia.