Mentre nell’emisfero boreale si entra nella fase clou della stagione estiva, con il picco delle ondate di calore provenienti dalle latitudini sub-tropicali, nell’emisfero australe, al contrario, dilaga l’inverno, con le conseguenti avvezioni fredde. Nei giorni scorsi una intensa avvezione fredda, proveniente dalle latitudini sub-antartiche, ha investito in pieno la Nuova Zelanda, determinando un brusco calo delle temperature, con abbondanti nevicate fino a bassissima quota sulle Alpi Meridionali e lungo la fascia collinare che circonda l’Isola del Sud. A differenza delle tradizionali ondate di freddo che periodicamente colpiscono la Nuova Zelanda nel periodo invernale, fra Giugno e il mese di Agosto, quest’episodio è stato veramente fuori dal comune visto che a tratti la neve, mista alla pioggia, è riuscita a cadere fin sulle coste occidentali dell’Isola del Sud. Addirittura in alcune aree gli accumuli sono partiti fin dai 50 metri di altezza sopra il livello del mare.
Un evento piuttosto insolito per il clima umido oceanico neozelandese. Basti pensare che la neve è riuscita persino a depositare 1 cm di accumulo (appena un velo bianco sul terreno) nella località di Harihari. Una bella nevicata ha interessato anche Reefton e altri centri limitrofi, regalando degli scenari a dir poco suggestivi. Sorprendente l’acqua/neve registrata nella città di Ross, vicinissima alla costa, dove sono cadute delle fioccate coreografiche che hanno colto di sorpresa gli stessi residenti. Qui infatti la neve, visto il clima oceanico e la vicinanza alla costa e alla mitezza apportata dal mar di Tasman, è veramente eccezionale. Nevicate cosi basse, sino al livello del mare, lungo le coste occidentali dell’Isola del Sud non avvenivano dall’ormai lontano inverno del 1961.
Bisogna pure ricordare che la neve sulla costa occidentale dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda è virtualmente sconosciuta, eccetto per l’estrema punta più meridionale, maggiormente esposta alle fredde e umide correnti meridionali di lontane origini antartiche. Del resto è dalla grande ondata di freddo polare del 1931 che non si vede una nevicata con accumuli sulle coste occidentali dell’Isola del Sud. Nemmeno nella famosa ondata polare del 1939 non si è visto un solo fiocco di neve. Ben più abbondanti sono le nevicate le aree montuose interne e le Alpi Meridionali, con metri di neve fresca caduti oltre i 1000-1500 metri, lungo i versanti occidentali. Molte strade di montagna infatti sono interrotte per via degli abbondanti accumuli e dei muri di neve che si sono formati. Le abbondanti nevicate hanno coperto boschi e campagne, modellando interi paesaggi. Nell’area di monte Cook, che con i suoi 3753 metri è la montagna più elevata della Nuova Zelanda, gli accumuli di neve supererebbero anche i 4 metri.
L’ingente quantitativo di neve nei prossimi giorni, con il graduale rialzo delle temperature, potrebbe accrescere il rischio di valanghe o slavine. Purtroppo, a causa del gelo e delle forti nevicate, non sono mancati neppure i disagi alle popolazioni locali e agli animali. Centinaia di capi di bestiame, fra cui molte pecore, sono morti a causa del gelo e delle temperature sotto le zero termico. Inoltre le temperature pomeridiane di venerdì a Westport, Hokitika e Greymoth erano poco più di +5°. Il servizio meteorologico neozelandese le ha definite assolutamente eccezionali nonostante siamo in piena stagione invernale. L’avvezione gelida si è già conclusa, tanto che sull’arcipelago è sopraggiunto un promontorio anticiclonico di blocco che ha portato un miglioramento del tempo, con il rapido indebolimento dei sostenuti e freddi venti dai quadranti meridionali, provenienti dalle latitudini sub-antartiche. Era stato proprio questo promontorio anticiclonico di blocco, nei giorni scorsi posizionato con i propri massimi sul mare di Tasman, a pilotare il blocco di aria molto fredda, di origine polare, in direzione della Nuova Zelanda e dell’Isola del Sud, con sostenuti venti dai quadranti meridionali, richiamati da una circolazione depressionaria che si è allontanata verso l’oceano Pacifico meridionale, ad est dell’arcipelago.
