
La fratturazione idraulica utilizza un fluido pressurizzato per propagare una frattura a grandi profondità, al fine di aumentare poi la quantità di idrocarburo estratto da un giacimento. I geologi affermano che è improbabile che questo fluido potenzialmente dannoso, raggiunga le falde acquifere superficiali che forniscono acqua potabile, ma Avner Vengosh della Duke University a Durham, nel North Carolina, non sembra pensarla allo stesso modo. L’anno scorso la sua squadra è stata testimone di alcuni pozzi contaminati da metano durante una fratturazione idraulica (conosciuta anche come Fracking) in Pennsylvania. Circa 40 bacini acquiferi dei 158 risultavano insolitamente salati alla stessa profondità della trivellazione. Le crepe, a quanto pare, hanno permesso alla salamoia di migrare verso l’alto per centinaia di metri. Mike Stephenson del Geological Survey, sostiene che il fenomeno avviene in un tempo troppo elevato per costituire un serio problema, tuttavia l’acqua salata dev’essersi mossa verso l’alto con una velocità tale da non permettere alle piogge di “lavare” le falde. E il gas, potrebbe anche farlo più velocemente. I residenti di Dimock, in Pennsylvania, hanno fatto causa alla Cabot Oil & Gas Corporation per aver contaminato i loro pozzi e aver messo in serio pericolo la loro salute. In una dichiarazione rilasciata lo scorso 15 Marzo 2012, l’EPA ha detto di aver iniziato i test necessari, trovando percentuali di sodio, metano, cromo e batteri a livelli di sicurezza. In due pozzi però sono stati rilevati elevati livelli di arsenico. Il fracking è un processo che inietta acqua, sabbia e sostanze chimiche in profonde formazioni rocciose per aumentarne la permeabilità al fine di migliorare la produzione del petrolio o dello shale gas contenuti nel giacimento e incrementarne il tasso di recupero. Se i fori non dovessero essere adeguadamente sigillati, c’è il pericolo che nel tempo il gas possa fuoriuscire. In Pennsylvania sono stati perforati oltre 184.000 pozzi, e la maggior parte di questi non sono stati ben sigillati, quindi i residenti temono che possano inquinare l’acqua potabile. Nello scorso mese di Dicembre uno studio ha affermato che gli acquiferi della Pennsylvania che mostrano presenza di metano, sono chimicamente diversi da quelli interessati dal Fracking.