
Quando nel corso di Giovedì un forte brillamento solare di classe X1.4 è stato osservato sul Sole, gli enti preposti hanno prontamente informato dei pericoli inerenti il fenomeno, come possibili interruzioni di corrente, interruzioni delle comunicazioni via satellite, ecc, ma puntualmente la maggior parte dei responsabili li hanno ignorati. “Ad ogni evento del genere si dice sempre che….., ma poi raramente avviene qualcosa di serio”, affermano le strutture interessate. Eppure la storia parla di casi in cui i flare solari hanno causato disagi notevoli, come nel caso del 13 Marzo 1989, quando le luci delle province canadesi del Quebec si spensero nelle prime ore del mattino. In quella occasione un blackout di 12 ore paralizzò la città, con varie persone bloccate negli edifici o negli ascensori, mentre molti altri rimasero molte ore al freddo in assenza di riscaldamento. Chiusero scuole e imprese, e la mètro di Montreal si arrestò improvvisamente durante le ore di punta del mattino. Tutta la provincia del Quebec subì una perdita dell’energia elettrica in meno di due minuti.
Sei giorni prima gli astronomi avevano assistito ad un forte brillamento solare, il quale scatenò un’intensa espulsione di massa coronale verso la Terra, uno scoppio di materia e radiazioni elettromagnetiche nello spazio. All’arrivo delle particelle cariche sul campo magnetico terrestre, cominciarono a splendere le aurore polari, soprattutto nell’emisfero boreale. I satelliti in orbita non risposero ai segnali inviati da Terra e caddero fuori controllo per diverse ore, mentre i satelliti meteorologici smisero di inviare immagini verso il nostro pianeta. Il Quebec è uno stato particolarmente vulnerabile a questi eventi, in quanto siede su un grande scudo geologico di roccia magmatica. A seguito dell’interruzione furono attuate diverse strategie per prevenire tali eventi in futuro, tra cui aumentare il livello dei generatori, l’installazione di protezioni sulle linee ad alta tensione e il potenziamento di varie procedure di monitoraggio e operative. Altre aree del mondo, come il Nord Europa, hanno attuato dei programmi per ridurre i rischi connessi con le correnti indotte geomagneticamente. Può accadere di nuovo? Gli scienziati dicono che le tempeste solari come quella del 1989 sono fortunatamente rare, ma nel tempo abbiamo compreso che il Sole non è sempre prevedibile nei suoi comportamenti. Esistono dei cicli ancora poco conosciuti, altri forse sconosciuti, e alcuni meccanismi non di facile lettura. Questo è il motivo per cui quantomeno non bisogna sottovalutarlo.