L’intensa onda di calore sugli USA sforna temporali molto violenti; indice “Cape” su valori eccezionali tra South e North Carolina

I temporali di ieri sera sul North Carolina

Ancora una volta gli Stati Uniti si confermano la patria dei fenomeni meteorologi estremi. In questi giorni, mentre gli stati meridionali continuano ad essere interessati da una eccezionale ondata di calore, che ha permesso l’abbattimento di numerosi record assoluti di caldo, fra cui quello dello stato del Colorado, poco più ad est, lungo la costa orientale, si sono accaniti furiosi temporali di calore che hanno apportato notevoli danni e purtroppo anche delle vittime. La particolare situazione meteo/climatica che investe gli USA è dominata da una configurazione piuttosto stazionaria, che vede una ondulazione oraria (quindi anticiclonica) della “Jet Stream” sugli stati centrali, dove si è originato un robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale di blocco che oltre a relegare l’umido flusso perturbato zonale oltre i 40° di latitudine nord, in area canadese, pompa dalle aree desertiche del Messico settentrionale un flusso di calde e secche corrente, di matrice sub-tropicale. Questo flusso d’aria molto caldo, che interessa i medi e bassi strati della troposfera, muovendosi lungo il fianco occidentale del robusto anticiclone di blocco posto sopra gli USA centro-meridionali, raggiunge gli stati meridionali, dando luogo all’intensa “heat wave” che da oltre una settimana non da alcuna tregua a stati come il Colorado, Kansas, l’Arkansas, il Nebraska, dove le temperature hanno abbondantemente sfondato il muro dei +40° in diverse località.

L'anticiclone di blocco responsabile dell'ondata di calore che sta colpendo il sud degli USA

Qui il gran caldo è stato enfatizzato anche dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l’aria nei bassi strati) tipici degli intensi anticicloni sub-tropicali di blocco che nella stagione estiva si spingono fino alla fascia temperata, dando origine alle “heat waves”. L’intensa calura che si è accumulata nei bassi strati in questi giorni ha fornito un ottimo carburante per lo scoppio di una fortissima attività convettiva, con lo sviluppo di grandi correnti ascensionali. Proprio nella giornata di ieri il caldo intenso, unito agli elevati indici di umidità relativa, che in molte aree del sud-est degli USA raggiungevano picchi di ben l’80-90 % (un effetto afa di quelli veramente opprimenti per il nostro organismo) hanno determinato alti livelli di instabilità atmosferica, facendo impennare l’indice “Cape” (Convective Available Potential Energy) su valori veramente sorprendenti. Ciò indicava l’imminente scoppio di violenti temporali con fenomeni veramente estremi, in grado di provocare anche dei danni. Questo mix davvero esplosivo, tra temperature dell’aria molto elevate, oltre i +35° +36°, e tassi di umidità relativa saliti oltre l’80-90 %, hanno fatto impennare l’indice “Cape” su valori veramente fuori dal comune, tanto che in alcune aree del South e North Carolina si sono superati i 3000-4000 joule/kg (l’unità di misura del “Cape”). Addirittura l’ufficio meteorologico di Morehead City nella serata di ieri ha potuto rilevare un picco di ben 7000 joule/kg, un evento più unico che raro.

Per fortuna il “Wind Shear verticale” si è mantenuto su valori medio-bassi, impedendo cosi ai temporali e ai “Cluster” che si sono venuti a sviluppare di ruotare o torcersi su se stessi per poi generare dei tornado. Gli elevati indici del “Cape” hanno preceduto la formazione di intense cumulogenesi, durante il tardo pomeriggio e la serata successiva, che hanno originato degli imponenti Cumulonembi, con top di oltre i 10-12 km. Si sono cosi formati dei potenti nuclei temporaleschi che hanno scaricato forti piogge, rovesci e grandinate, accompagnate da una intensa attività elettrica e da fortissimi e violenti colpi di venti. In alcune aree della Virginia e della parte orientale del North Carolina i fortissimi eventi temporaleschi sono stati accompagnati anche da violenti “Downbursts”, con raffiche di vento che hanno superato i 100 km/h, causando inevitabili danni, soprattutto alle linee elettriche.

Secondo il broker assicurativo, Aon Benfield, i forti temporali hanno lasciato al buio oltre 2,5 milioni di persone solo nello stato di Virginia. Si tratterebbe del più grande black out, non provocato da un uragano, che ha colpito lo stato della Virginia nella sua storia. I temporali di ieri sera non hanno risparmiato neppure alcune aree già duramente colpite dai furiosi temporali di venerdì sera, che hanno cagionato la morte di oltre 14 persone. I temporali che nelle serate di venerdì e domenica hanno duramente colpito il North Carolina e la Virginia si sono formati ai margini della grande onda di calore che tuttora investe gli stati meridionali degli USA. La linea temporalesca più attiva, infatti, si è sviluppata lungo il bordo settentrionale dell’intensa “heat wave” presente negli stati del sud, in un’area che in alta quota ha risentito del passaggio del ramo più meridionale della “Jet Stream” che scorre sopra il continente nord-americano.

Il transito, in alta quota, della “corrente a getto”, lungo il margine più settentrionale del promontorio anticiclonico sub-tropicale, ha inasprito non poco il “gradiente termico verticale”, già molto elevato di per se visto la stagnazione presso il suolo di aria molto calda e umida, creando notevoli turbolenze e favorendo al contempo lo scoppio dell’attività convettiva (moti ascensionali) ben alimentata dal caldo umido preesistente negli strati inferiori. Questo processo, accompagnato da indici di instabilità atmosferica da fondoscala, è stato all’origine dei violenti temporali che tra venerdì sera e ieri hanno causato tanti problemi (in particolare black out elettrici) e purtroppo anche delle vittime tra la Virginia e il North Carolina. Purtroppo nei prossimi giorni l’onda di calore si sposterà verso gli stati sud-orientali, interessando maggiormente il Mississippi, l’Alabama, la Georgia, dove le alte temperature, can valori oltre i +38° +40°, accompagnati da elevati indici di umidità relativa che renderanno la gran calura ancora più opprimente. Ieri la città di Atlanta, capitale dello stato della Georgia, ha misurato una max di ben +41°, facendo registrare una delle temperature massime più alte di sempre. L’enorme quantità di calore accumulata nei bassi strati anche nei prossimi giorni potrebbe fungere da miccia per la formazione di forti temporali di calore, soprattutto nelle zone più interne degli stati del sud-est degli USA.