
Il maltempo dei giorni scorsi al Centro-Nord non ha mitigato lo stress idrico sui campi riarsi dal sole, anzi ha moltiplicato i danni con piogge intense, grandine e vento. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Invece di dare refrigerio alle campagne, i temporali brevi ma violenti hanno causato allagamenti, soprattutto sui terreni molto sabbiosi come la gronda lagunare, che hanno una minore capacita’ di trattenere l’acqua. Ci sono stati smottamenti e frane e in piu’ le forti folate di vento hanno danneggiato serre e reti di protezione. Ma i danni maggiori -spiega la Cia- sono stati provocati dalle grandinate a macchia di leopardo, soprattutto nel piacentino, nel pavese e in alcune zone della collina piemontese, che hanno rovinato interi vigneti e molti campi dedicati all’ortofrutta. C’e’ molta preoccupazione tra i nostri agricoltori – sottolinea la Cia – perche’ queste anomalie climatiche rischiano davvero di compromettere il lavoro di un anno intero. Gia’ ora i danni stimati al settore a causa di questo effetto “montagne russe” sulle coltivazioni, con il passaggio dal caldo torrido alle temperature autunnali e poi di nuovo all’afa e alla siccita’, sfiora i 500 milioni di euro. Mais e soia restano le produzioni piu’ colpite, con perdite previste rispettivamente del 30 per cento e del 45 per cento. A rischio anche i pomodori, in particolare nel Mezzogiorno, con raccolti “tagliati” del 25 per cento, pesche e pere, melanzane e zucchine