
In più, questa ondata di calore, è accompagnata da cieli velati o dall’aspetto lattiginoso, che rendono l’atmosfera un po’ fosca. Tali velature del cielo sono una delle principali caratteristiche che accompagnano le ondate di calore di matrice puramente sahariana sul Mediterraneo e nel sud Europa. Sono dovute, principalmente, a sottili e microscopiche particelle di pulviscolo desertico (non sabbia) sospese nella media troposfera, sollevate precedentemente dai sostenuti venti orientali che in questo periodo spazzano tutta l’area del Sahara, sul settore a nord della linea dell’ITCZ collocata sull’Africa sub-sahariana. In genere queste particelle di polvere, molto leggere e sottili, una volta agganciate dalle correnti ascensionali che si originano nell’area poco a nord dell’ITCZ, tendono a salire di quota aggirando dal bordo meridionale e occidentale il possente anticiclone sub-tropicale libico-algerino, disposto con i propri massimi al suolo ed in quota sull’entroterra algerino. Quando il promontorio anticiclonico nord-africano si protende sul mar Mediterraneo queste nuvole di pulviscolo risalgono dal suo bordo occidentale per raggiungere la Spagna, il “mare Nostrum” o l’Italia, dove il loro passaggio in quota contribuisce a velare i cieli o a dargli quell’aspetto lattiginoso da tutti osservato.