
Dopo un periodo di breve tregua nei giorni scorsi l’area medio orientale è tornata a scaldarsi sensibilmente, tanto da toccare dei valori molto vicini ai record assoluti di caldo. Il super caldo ha attanagliato soprattutto i deserti della penisola Arabica e il territorio del Kuwait, dove localmente la colonnina di mercurio è stata in grado di sfondare la fatidica soglia dei +50° all’ombra. In alcune località, a dire il vero, i +50° sono stati oltrepassati in modo abbondante, grazie alla presenza di aria molto secca nei bassi strati e al soffio dei “bollenti“ venti di terra che hanno raccolto tutta l‘aria “rovente“ che in questo periodo dell‘anno si origina sopra i deserti dell‘Arabia Saudita e dell‘Iraq, le aree più calde del nostro pianeta, seconde sole alla celebre “Death Valley“ e ai cosiddetti punti caldi del territorio pakistano. La stazione di Kuwait City è stata persino in grado di eguagliare il suo personale record assoluto di temperatura massima, registrando una temperatura di ben +51.9°, a dir poco infernale come valore. I +51.9° si sono registrati in presenza di una secca e caldissima ventilazione da N-NO e Nord che ha spinto verso l’area del Kuwait masse d’aria veramente “bollenti” che si sono originate sopra il deserto iracheno.
Con questa incredibile temperatura massima di Kuwait City il Kuwait, dopo qualche settimana, risponde ai +53.6° toccati nei giorni scorsi all’interno della “Death Valley” riuscendo a prendere subito il primato di caldo asiatico del 2012. Inoltre, con una massima di +51.9°, Kuwait City diviene la seconda località più calda al mondo nel 2012 dopo la leggendaria “Death Valley”, che solo le scorse settimane ha sfiorato il record mondiale di caldo battendo però il record mondiale di minima è stracciando in mille pezzi il record mondiale di temperatura media più alta registrata nell’arco delle 24 ore. Insomma una performance climatica davvero impressionante per gli standard del nostro pianeta. Ma non è finita qui con i record. Difatti, proprio nei giorni scorsi, un record abbastanza singolare, più unico che raro per la climatologia mondiale, è stato stabilito nell’isola di Bubyan, appartenente allo stato del Kuwait. L’isola infatti ha fatto registrare una temperatura massima di ben +50.7°, un precedente davvero unico da quando esistono le rilevazioni. I +50.7° raggiunti da Babyan rappresentano il nuovo record mondiale di temperatura più elevata mai raggiunta su un isola, se si considera che l‘Australia, date le sue dimensioni, è identificato come un continente. Bubyan è la più grande isola dello stato arabo ed è completamente disabitata e caratterizzata da una morfologia piatta e prevalentemente paludosa sulla costa. Bisogna però mettere in evidenza la ristrettissima distanza fra il continente e l’area dell’isola, un fattore che rende il clima dell’isola molto più continentale, specie quando spirano i torridi venti dai deserti interni.
La particolarità di Bubyan è quella di essere un isola quasi attaccata alla penisola arabica, non è lontana come altre, tipo Jask. Bubiyan è separata dalla costa del Kuwait e dell’Iraq da due canali costieri: lo Jawr as Sabiyah e il Khawr Abd All?h. Quest’ultimo probabilmente rappresenta la bocca di estuario in via di prosciugamento dello Shatt al-Arab. Un ponte in calcestruzzo armato precompresso, di 2,38 chilometri, costruito all’inizio del 1980, connette l’isola con l’entroterra kuwaitiano. Proprio per queste caratteristiche, quando il vento gira è comincia a spirare da terra, in genere da N-NO o da Nord, convogliando masse d’aria molto secche e piuttosto calde risucchiate dai deserti interni, piene di polvere desertica, le temperature sull’isola cominciano ad impennarsi bruscamente. Questo perché, durante il suo percorso, l’aria non fa in tempo a rinfrescarsi mantenendo tutte le sue origini calde e “roventi” proprie dei deserti dell’entroterra arabico e iracheno. In più il mare antistante la grande isola presenta temperature di oltre i +35° +36° nel periodo estivo, quindi un’altra perenne fonte di calore che non può contribuire a raffreddare le masse d’aria di origine propriamente desertica. Dopo il super caldo del fine settimana le temperature sono un po’ calate, attestandosi sempre al di sopra delle medie stagionali per il periodo. Ma le temperature torneranno a salire nuovamente entro il prossimo fine settimana, tanto da non escludere nuovi picchi oltre i +48° +49°.
