L’intensa ondata di calore che ormai dallo scorso weekend attanaglia buona parte del territorio nazionale, in particolare le regioni del centro-sud, è riuscita a far cadere alcuni record di caldo mensile in diverse località del nord e del centro. Tutto parte dall’indebolimento del ramo principale della “Jet Stream” (corrente a getto), in sede euro-atlantica, che a sua volta produce una ampia ondulazione ciclonica (saccatura) che dall’Atlantico settentrionale si protende fino al tratto di oceano ad ovest del Regno Unito e delle coste portoghesi. Tale affondo ciclonico in area atlantica, davanti le coste del Portogallo, ha alimentato poco più ad est una risposta di calde e secche correnti dai quadranti meridionali che hanno aspirato masse d’aria piuttosto torride dall’arroventato entroterra desertico del Marocco e dell’Algeria occidentale (aria di tipo sub-tropicale continentale di matrice nord-africana). Il robusto promontorio anticiclonico di blocco, di matrice sub-tropicale continentale, approfittando pure della posizione elevata ben oltre la media climatologica dell’ITCZ sul fronte dell’Africa occidentale, si è cosi imposto sopra il bacino centrale del Mediterraneo, ormai sede permanente anticiclonica dai primi giorni di Giugno, è riuscito a bloccare e relegare verso la regione alpina e la Mitteleuropa l’umido flusso perturbato oceanico, con periodiche infiltrazioni umide da S-SO e da SO sulle regioni di nord-ovest che hanno prodotto una rapida destabilizzazione atmosferica, con lo scoppio di intense Cellule temporalesche che hanno dato luogo a forti rovesci di pioggia, a carattere sparso, sulle regioni settentrionali.
In questi giorni, come previsto, con l’arrivo del caldo flusso sahariano in quota, i termometri si sono impennati oltre la soglia dei +38°C +39°C, con picchi fino al fatidico muro dei +40°C nelle località più interne, riparate dal benefico influsso delle brezze di mare. Queste alte temperatura, associate a tassi di umidità relativa che durante le ore notturne salivano su valori medi, ha contribuito a rendere la calura ancora più insopportabile, determinando anche un certo effetto afa davvero opprimente. Nonostante non si sia trattato di una onda di calore da record, o di portata storica (basta ricordare l’inferno del Giugno del 2007 sulle regioni meridionali quando si raggiunsero i +47°C), i record di caldo mensili non sono mancati nelle stazioni gestite dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare (A.M.) e dall’Enav.
Alcuni di questi sono stati davvero clamorosi, come andremo a vedere. Buona parte di questi record mensili, non assoluti, si sono registrati nell’ultima decade di Giugno, durante la fase clou dell’onda di calore diretta sulla penisola italiana. Fra quelli più importanti citiamo quelli delle stazioni di Perugia e Verona. La stazione di Perugia Sant’Egidio, gestita dall‘A.M., archiviando una temperatura massima di ben +37.5°C all’ombra è stata in grado di bruciare il precedente record anteriore, di +37.0°C risalente al 23-24 Giugno del 2002 e al 13-14 Giugno del 2003. La stazione dell’aeroporto di Verona Villafranca invece con una max di +36.4°C è stata in grado di oltrepassare il precedente record mensile di caldo, di +36.0°C, del 23 Giugno 2008. Altri record mensili di caldo sono stati appena sfiorati dalle stazioni di Dobbiaco, Forlì, Bologna Borgo Panigale, Ferrara San Luca, Frontone, Campobasso e Latina.
In alcuni casi si è trattato di pochi decimi per riuscire ad eguagliare o battere il record anteriore per il mese di Giugno. Ma anche nei primi giorni di Luglio questa intensa fase calda è stata in grado di regalare nuovi clamorosi record di caldo mensili. Il record di caldo più importante è senza ombra di dubbio quello della città di Trieste, nella Venezia Giulia. Anche perché qui a cadere è stato il record assoluto e non il mensile, come successo nelle altre località. Trieste registrando una temperatura massima di ben +37.6°C è riuscita a stabilire il suo nuovo e clamoroso record di caldo assoluto, superando il precedente di +37.2°C del 3 Agosto del 2003. Si tratta di un dato di carattere storica che rimarrà segnato a lungo negli annali della storia climatica della città. Davvero notevole se si pensa che il precedente record di caldo era stato registrato durante la terribile estate del 2003, una delle più “bollenti” di sempre. Un nuovo importante record di massima mensile si è toccato pure nella stazione A.M. di Treviso Istrana che con una max di +38.2°C ha nettamente distrutto il record precedente di +37.8°C del 23 Luglio 1998.
Record di massima mensile solo sfiorati nella stazione di Rimini e di Forlì. Non sono mancati neppure i record delle stazioni locali o regionali. Curiosi sono i +39.5°C di Serravalle che per la terza volta, da quando esistono le rilevazioni termiche, eguaglia il suo rispettivo record assoluto di caldo senza mai riuscirlo a batterlo. La gran calura patita in questi giorni, fortunatamente, ad iniziare dalle regioni del nord, andrà ad attenuarsi in settimana, grazie alle più temperate infiltrazioni delle correnti atlantiche dai quadranti occidentali, dando un po’ una boccata d’ossigeno, soprattutto a tutti coloro, in particolare gli anziani, che hanno dovuto affrontare notevoli disagi e complicanze indotte dall’opprimente canicola sahariana. Ma l’anta pressione africana pare destinata a distendersi nuovamente sul bacino centrale del Mediterraneo già dal prossimo fine settimana, dando vita ad una nuova ondata di calore che dovrebbe interessare le nostre regioni, apportando un nuovo sensibile aumento delle temperature, su valori ampiamente al di sopra delle medie del periodo.
