Palermo: spento dopo 24h l’incendio sulla collina-discarica di Bellolampo, allarme diossina nel fumo che ha avvolto la città

La discarica ha bruciato per oltre 24 ore a Bellolampo, sulla collina alle porte di Palermo, e solo in serata e’ stato domato il fuoco, dopo numerosi lanci d’acqua dei Canadair e l’intervento a terra dei vigili del fuoco e del corpo forestale. Ma la preoccupazione maggiore riguarda il rischio di inquinamento, anche se finora i tecnici sembrano moderatamente ottimisti. L’operazione di spegnimento non e’ stata semplice: l’acqua non penetra negli strati profondi della vasca, che contiene tonnellate e tonnellate di rifiuti, e il rogo era alimentato dal basso. Una cappa di fumo ha coperto la parte ovest della citta’, verso la zona balneare di Mondello. Ieri pomeriggio, quando le fiamme si sono levate alte a Bellolampo, il termometro segnava oltre 40 gradi. I vigili del fuoco erano impegnati a spegnere numerosi roghi di sterpaglie, anche nella zona adiacente alla discarica, e l’incendio potrebbe essere partito proprio da qualche focolaio vicino. Sul fronte sanitario, l’Arpa non esclude il rischio diossina: ”E’ chiaro – spiega il commissario straordinario dell’Agenzia per la protezione ambientale, Salvatore Cocina – che si sprigionano sostanze tossiche, il punto e’ stabilire se le quantita’ nell’aria sono pericolose. Lo sapremo nei prossimi giorni. Dipendera’ molto anche dalle condizioni atmosferiche, il vento potrebbe aiutare a disperdere la diossina”. Ma l’assessore regionale all’Ambiente, Alessandro Arico’, dice che ”allo stato attuale non si denota un concreto pericolo di inquinamento”. L’analisi del campione di aria prelevato la notte scorsa ha messo in luce la presenza dei contaminanti tipici in caso di incendio (benzene, toluene, etilbenzene, stirene). ”L’analisi delle diossine, che richiede tempi tecnici piu’ lunghi, sara’ eseguita nei prossimi giorni – afferma Arico’ -, a scopo cautelativo, sul suolo e sul particolato”. Ma le preoccupazioni restano: ”I focolai – dice il deputato regionale del Pd, Pino Apprendi – non sono stati del tutto spenti e le fiamme potrebbero svilupparsi di nuovo. La vasca va ricoperta di terra e per questo servono ruspe. Non basta il solo intervento dei vigili del fuoco, che ancora, comunque, presidiano l’area”. Intanto, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, sottolinea polemicamente che ”pur non essendo amministratore dell’Amia – l’ex municipalizzata che gestisce la discarica, attualmente commissariata, ndr -, mi sto occupando da ieri di questa emergenza, che rischia di aggravare una situazione gia’ ai limiti della sostenibilita”’. La discarica, come ha stabilito in serata l’unita’ di crisi, sara’ chiusa per alcuni giorni, ma l’assessore Comunale alle Partecipate, Cesare La Piana, ritiene che questo non comportera’ disagi per la raccolta dei rifiuti.