Sempre più inquietante l’ondata di calore negli USA centro-meridionali: la NOAA conta oltre 3200 records, ma come si è originata una “heat wave” di simili dimensioni?

Ormai non ci sono più parole per descrivere l’incredibile ondata di caldo che da alcune settimane continua ad attanagliare le pianure centrali degli Stati Uniti, dove i termometri continua a schizzare oltre la soglia dei +40°, con l’abbattimento di numerosi record di caldo assoluti. Molti di questi di durata secolare. Certo, seppur eccezionale, questa potente ondata di calore che sta mettendo in ginocchio il settore agricolo negli stati centrali degli USA, ancora non può essere paragonata con la terribile avvezione calda dell’estate del 1930, quando l’isoterma di +30° alla quota di 850 hpa attraversò gli stati centro-meridionali degli USA, fino al Kansas. Quello fu un evento davvero secolare, che può presentare dei tempi medi di ritorno che si possono aggirare in svariati secoli. Ma di questo passo l’ondata di calore che attualmente sta stringendo nella morsa dell’afa e della calura record gran parte dei territori contigui degli USA rischia di poter eguagliare anche quell’incredibile evento. Finora il potente anticiclone dinamico sub-tropicale che tiene sotto scacco gli USA centro-meridionali ha agevolato un notevole prolungamento del caldo eccezionale per oltre 10 giorni, con la caduta di migliaia di record assoluti di caldo in buona parte degli stati, dal Colorado fino alla Georgia e al South Carolina.

Basti pensare che la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha comunicato che in poco più di una settimana la forte ondata di calore ha bruciato oltre 3000 records di caldo assoluti nei vari stati interessati dalla pesante “heat wave”. Si tratta di una prestazione veramente impressionante che mette in risalto la portata di quest’evento che continua a causare molti disagi alla popolazione americana. Il caldo infatti è accompagnato da valori dell’umidità relativa anche elevati che appesantiscono la calura, determinando un notevole effetto afa che rende il clima ancora più opprimente e disagevole, soprattutto per gli individui anziani è coloro che soffrono di malattie respiratorie. In totale pare che i record di caldo caduti, secondo le elaborazioni della NOAA, sarebbero oltre 3200, un dato a dir poco sorprendente. Di questi oltre 3200 record circa 237 sono stati registrati nello stato del Texas, 226 nel Colorado, 164 in Kansas, 126 in Missouri e almeno 115 nel solo Arkansas.

Ma molti record di caldo sono stati archiviati anche in Georgia, nel South Carolina e nello stato del Tennessee, dove negli ultimi giorni i termometri hanno superato i +40°, con picchi sui +41° +42° all’ombra. Il caldo non ha risparmiato neanche gli stati più settentrionali, come quello dell’Illinois. A Chicago il termometro si è impennato oltre i +38°. Nella parte meridionale dello stato invece si sono sfiorati i +39° +40°. Il gran caldo non si esaurirà, anzi nei prossimi giorni è attesa un ulteriore recrudescenza della calura, specie lungo le grandi pianure centrali e sugli stati del sud-est degli USA. Tutto per colpa della robusta cupola anticiclonica sub-tropicale che regna sugli Stati Uniti meridionali. Proprio durante il weekend andrà ulteriormente a rinvigorirsi, estendendosi dal New Mexico fino alla Georgia, dove il caldo tenterà ad intensificarsi ulteriormente. In questi giorni si potranno registrare nuovi record assoluti di caldo, specie negli stati del sud-est.

Ma come mai sugli USA centro-meridionali si è generata una ondata di caldo cosi eccezionale ?

La particolare configurazione meteo/climatica che interessa gli USA vede un quadro barico piuttosto stazionario, con una ondulazione oraria (quindi anticiclonica) della “Jet Stream” sugli stati centrali, dove si è originato un robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale di blocco che oltre a relegare l’umido flusso perturbato zonale oltre i 40° di latitudine nord, in area canadese, pompa dalle aree desertiche del Messico settentrionale un flusso di calde e secche corrente, di matrice sub-tropicale. Questo flusso d’aria molto caldo, che interessa i medi e bassi strati della troposfera, muovendosi lungo il fianco occidentale del robusto anticiclone di blocco posto sopra gli USA centro-meridionali, raggiunge gli stati meridionali, dando luogo all’intensa “heat wave” che da oltre una settimana non da alcuna tregua a stati come il Colorado, Kansas, l’Arkansas, il Nebraska, dove le temperature hanno abbondantemente sfondato il muro dei +40° in diverse località.

Qui il gran caldo è stato enfatizzato anche dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l’aria nei bassi strati) tipici degli intensi anticicloni sub-tropicali di blocco che nella stagione estiva si spingono fino alla fascia temperata, dando origine alle “heat waves”. La principale causa dell’eccezionale ondata di calore che sta colpendo gli USA può essere attribuita alla rapida fusione o alla totale assenza del manto nevoso sulle praterie statunitensi durante lo scorso inverno. Ricordiamo che l’inverno 2012 è stato uno dei più caldi e meno nevosi di sempre per buona parte degli stati contigui. In molte aree del Middle-West e delle pianure centrali la neve è stata latitante per l’intera stagione. L’assenza di neve ha favorito, già in Marzo, mese che vede un incremento dell’insolazione diurna, un maggior surriscaldamento dei terreni con un conseguente riscaldamento dello strato d’aria sovrastante. Ciò può spiegare le enormi anomalie termiche positive, anche sui +5° +6°, che si sono accumulate tra gli stati centrali e quelli orientali durante il periodo primaverile.

Il calore irradiato dalle vaste pianure centrali statunitensi ha determinato un massiccio riscaldamento dell’aria, nei bassi strati, rinnovando questo insolito periodo di caldo che ormai da mesi non da alcuna tregua al territorio nord-americano. Il caldo, già molto intenso, si è notevolmente rinvigorito, divenendo ancora più opprimente, durante il mese di Giugno, quando il periodo di maggiore insolazione diurna si combina con l’arrivo delle prime intense ondate di calore che dall’entroterra desertico messicano o dal golfo del Messico risalgono verso l’area dei Grandi Laghi e il territorio canadese. Lo scorrimento in quota delle masse d’aria molto calde (isoterme sopra i +25° +26° a 850 hpa), di origine sub-tropicale, e i fenomeni di “Subsidenza” (correnti discendenti) che caratterizzano gli anticicloni sub-tropicali rappresentano quei fattori che rendono una ondata di caldo superiore alla media in un evento climatico veramente eccezionale. La caduta di oltre 3200 records sono una chiara dimostrazione di quanto elencato.