I 2.400 beagle di Green Hill che da venerdì potranno essere affidati a delle famiglia che se ne prendano finalmente cura sono dei cani indole docile, ma non hanno mai potuto conoscere le più elementari esperienze tipiche della loro specie. Per questo le associazioni affidatarie hanno deciso di fare degli affidi ‘consapevoli’, mettendo subito in chiaro cosa è necessario che sappia il futuro ‘padrone’ dei beagle. I cani, si spiega, hanno vissuto in un ambiente dove la luce è artificiale, gli odori sono quelli dei disinfettanti, i rumori sono quelli dei loro stessi abbai, dell’aspiratore per le pulizie e delle pompe per il riciclo dell’aria. Non sono abituati a esser condotti al guinzaglio/pettorina. Chi li adotta deve quindi essere cosciente che non potrà andare a far una passeggiata, almeno per i primi tempi, e che è necessario prevedere un periodo di ambientamento per tutti i cani, a prescindere dall’età. Questo significa che i cani dovranno essere gradualmente esposti a nuove situazioni ed esperienze sensoriali, per evitare loro ulteriori stress. “Prendere in affido un cane di Green Hill è un atto di amore – spiegano – ma occorre essere consapevoli che è una scelta di grande responsabilità”. I cani di Green Hill non hanno potuto vivere una vita relazionale, occorrerà quindi attendere i loro tempi affinché si abituino alla loro nuova vita. Una volta selezionato, l’affidatario deve prelevare il cane il giorno e nel luogo che gli saranno indicati, portare un idoneo trasportino, qualora siano presenti altri cani in famiglia, esibire il libretto sanitario recante le vaccinazioni in corso di validità. E ancora, firmare l’accordo di affido temporaneo e informare tempestivamente l’associazione di qualsiasi problema relativo all’animale, di carattere sanitario o meno. Lav e Legambiente, nominati dalla Procura di Brescia custodi giudiziali dei cani di Green Hill, precisano che la custodia temporanea prevede che l’affidatario si impegni a “custodire, mantenere e curare gli animali con la diligenza del buon padre di famiglia, e a garantire loro ottimali condizioni di vita e salute, secondo le caratteristiche etologiche proprie della specie, impegnandosi a detenerli nel miglior modo possibile e assicurando loro ogni assistenza necessaria”. Ancora, l’affidatario dovrà seguire il protocollo sanitario indicato dai custodi giudiziali e non fare riprodurre l’animale. NOn potrà detenere il cane in altre strutture, come canili o rifugi nè concederlo in godimento o farlo usare a terzi e dovrà dichiarare a Lav e Legambiente ogni variazione del luogo in cui il cane viene tenuto. L’affidatario riconosce alle associazioni il diritto di vigilare costantemente sul benessere dell’animale, consentendo a persone delegate l’accesso nei luoghi in cui viene tenuto. Inoltre, chi prende uno dei beagle dovrà dichiarare tramite apposita certificazione di non avere ricevuto condanne per reati non colposi e neanche, ovviamente, per abbandono di animali. Qualora diventi possibile, LAv e LEgambiente presenteranno istanza affinchè il cane affidato possa vivere per sempre con il suo nuovo padrone.