
La Catalogna comincia a recuperare il respiro: è ormai sotto controllo l’incendio che ha distrutto migliaia di ettari di vegetazione nella regione dell’Alt Empordà, al confine tra Spagna e Francia. Gli sforzi dei pompieri si concentrano ormai intorno alla località di Boadella, dove ancora lavorano i canadair. “La situazione è nettamente migliorata, e per questo motivo abbiamo ridotto gli effettivi: attualmente lavorano sull’ultimo focolaio, fra Terrades e Boadella”, ha spiegato una portavoce dei pompieri. Il bilancio dell’incendio è molto pesante: quattro persone sono morte (tre francesi e uno spagnolo) e sei sono state ricoverate, di cui una in stato critico. Le fiamme hanno ridotto in cenere 14.000 ettari di boschi e campagne e si stima che circa la metà fossero ricoperte di querce e querce da sughero. Le autorità catalane hanno attribuito l’origine del fuoco a dei mozziconi di sigaretta gettati a terra vicino al confine. Durante tre giorni circa 1500 persone tra pompieri, poliziotti, militari e guardie forestali hanno lavorato senza sosta per domare l’incendio, aiutate da decine di aerei ed elicotteri spagnoli e francesi. Ora che l’incendio è spento, in Catalogna cominciano le polemiche sui soccorsi: la regione autonoma, motore economico della Spagna, è però in dissesto finanziario e le autorità nell’ultimo anno e mezzo hanno applicato tagli brutali a molti servizi pubblici. Il sindacato dei pompieri catalani, riporta il giornale El Periodico nella sua edizione online, ha lamentato i tagli del 70% dei fondi destinati all’assunzione del personale e alla sensibilizzazione dei proprietari di fondi rurali sui rischi di incendio.