Un’assicurazione per gli edifici sui quali si realizzano opere di prevenzione sismica, a carico di chi realizza i lavori, per evitare un’ulteriore spesa nel caso in cui la costruzione venga successivamente danneggiata da un terremoto. E’ la proposta lanciata da Amici della Terra attraverso un articolo di Leonello Serva, ex direttore del Servizio geologico d’Italia dell’Ispra, pubblicato sulla newsletter dell’associazione ambientalista. ”Se un’opera per la quale e’ stato speso del denaro – e in special modo denaro pubblico – per l’adeguamento sismico, subisse entro un arco di tempo di 20-30 anni un danneggiamento strutturale a seguito di un nuovo terremoto dell’entita’ di quello preso a riferimento, l’utilita’ stessa della prevenzione verrebbe messa in dubbio”, rileva Serva, secondo cui ”occorre essere sicuri che se decidiamo di spendere per la prevenzione non avremo piu’ il rischio, nel caso di futuri eventi sismici, di dover sostenere i costi di danni strutturali”. Per ottenere questo risultato, la proposta e’ quella di ”assicurare il bene su cui si stanno facendo opere di prevenzione”, attribuendone il costo a chi si e’ aggiudicato i lavori. ”Il professionista che ha redatto il progetto e la ditta che esegue le opere devono fornire un’adeguata garanzia economica, anche sotto forma di polizza assicurativa o fidejussoria, sufficiente a coprire, nell’arco di un tempo determinato, il costo di eventuali danni che l’opera dovesse subire se la risposta a un evento sismico non fosse quella attesa”. spiega Serva. Accanto alla proposta per evitare gli sprechi sulla prevenzione sismica, Amici della Terra lancia anche una campagna per l’uso sostenibile del territorio in cui invita i cittadini europei a sottoscrivere una petizione indirizzata al Commissario europeo per l’Ambiente, Janez Potonik, responsabile di un’iniziativa istituzionale volta a indagare come misurare l’impatto del consumo di beni e servizi in Europa in relazione all’uso di territorio globale.
