
Quelle di terracotta rosa da una parte, dall’altra le argille scure e dall’altra ancora i pezzi in ferro dell’orologio e della campana. A Finale Emilia si lavora anche la domenica per ricostruire la Torre dei Modenesi tirata giu’ dal terremoto. Un cumulo di pietre che la tenacia emiliana, e la generosita’ di numerosi volontari provenienti da tutta Italia, sta facendo rinascere. In pochi giorni ne sono state recuperate 7 mila, ma per completare il ‘puzzle’ bisognera’ arrivare a 20 mila pezzi. ”E’ un lavoro difficile, ma ce la faremo: ricostruiremo la torre piu’ forte di prima”, promette l’assessore comunale Massimiliano Righini mentre osserva i volontari della torre al lavoro. Alle sue spalle il capannone dove le pietre vengono custodite su appositi pallets che vengono numerati e coperti per poi essere studiati da chi dovra’ ricomporre la torre. Il monumento, vero e proprio simbolo della tragedia emiliana tanto da meritare la copertina del Time, avrebbe compiuto 800 anni nel 2013. La scossa dello scorso 20 maggio la taglio’ a meta’, dall’alto verso il basso, quelle successive l’hanno fatta crollare del tutto. Dei suoi 32 metri di altezza ora resta solo un mozzicone isolato. Accanto le macerie da cui i volontari tirano fuori i mattoni e le loro storie secolari. La torre sta infatti restituendo punte di lance e dardi, pietre con iscrizioni, mattoni colorati e persino resti di maioliche e di alcune stampe. Un vero e proprio tesoro nascosto, di cui nessuno fino ad ora conosceva l’esistenza, che tornera’ a vivere. ”Quando la rimetteremo in piedi – spiega l’assessore Righini – la torre diventera’ museo di se stessa”. Subito dopo tocchera’ al Castello delle Rocche, l’altro monumento di Finale Emilia che il sisma della scorsa primavera ha seriamente danneggiato. ”Quello – conclude l’assessore Righini – sara’ un lavoro ancora piu’ complesso, ma ce la faremo…”. A due mesi dal sisma, intanto, prosegue senza sosta il lavoro della protezione civile e dei tecnici impegnati nelle verifiche dei danni subiti dagli edifici. Molti quelli gia’ agibili, nei quali stanno facendo ritorno gli abitanti. A due mesi dal sisma, le persone assistite sono scese a quota 8 mila, la meta’ rispetto ai numeri dell’emergenza nei giorni immediatamente successivi al terremoto.