E’ tornato sulla “sua” Luna Neil Armstrong, che è morto ieri all’età di 82 anni, a Cincinnati, in Ohio. E’ tornato sulla “sua”Luna, dove aveva toccato terra il 20 luglio 1969, emozionando tutto il pianeta. La sua impronta sul suolo del nostro satellite naturale è ancora lì. La Nasa ha spiegato che “dovrebbe rimanere per un milione di anni. Lì non ci sono venti che possano spazzarla via”. Sulla Terra, invece, i venti ci sono eccome ma non bastano per spazzare via i più grandi momenti della storia, come appunto lo sbarco del primo uomo sulla Luna, proprio quel passo di Armstrong in quella notte magica di 43 anni fa.
Uno dei più grandi eroi della storia dell’umanità è simbolo di un’epoca in cui gli orizzonti popolari e governativi viaggiavano nel tempo e nello spazio così come le ambizioni e le prospettive dell’essere umano. Oggi, dopo tanti decenni, siamo molto più appiattiti da una crisi economica legata al mondo virtuale di borse e finanze, sì – è vero – mandiamo un robot a esplorare Marte ma è anche vero che sulla luna, dopo quella notte di Armstrong, non ci siamo mai più tornati. Eppure potremmo conoscerla ancora meglio. Solo ritrovando lo spirito di quegli anni, la voglia di scoprire, esplorare, arricchire la nostra cultura e le nostre conoscenze.
Dobbiamo, insomma, riconquistare quella luna su cui Armstrong mise piede 43 anni fa. Lui è morto. Ma il suo spirito pioneristico e avventuriero deve rinascere in ognuno di noi. Affinchè diventi davvero indimenticabile e continui a vivere ogni giorno nella nostra memoria.

