Non ha accontentato quasi nessuno la perturbazione appena passata sull’Italia. Sul web, e non solo, c’è polemica, come al solito, sui siti meteo e sugli allarmismi che ci sono stati. Cerchiamo di fare chiarezza. Come al solito diciamo che la meteorologia non è una scienza esatta. Ma in questo caso, di fronte alle tante persone che, guardando al loro orticello, dicono: “ma come, doveva piovere e non è successo niente?” occorre ribattere che i temporali sono fenomeni impossibili da determinare precisamente. In questo senso se da un lato chi ascolta una previsione dovrebbe esserne informato, dall’altro occorrerebbe più chiarezza da parte di chi fa informazione. E’ assurdo, a mio avviso, proporre modelli alla risoluzione di un chilometro, oppure dire che in una certa località scoppierà una tempesta. Potrà accadere, e i più diranno che si è trattato di persone geniali, oppure male, e in questo caso si potrà dare la colpa alle nuvole, ai modelli o semplicemente scusarsi. Il dubbio rimane: la memoria è più lunga su un episodio mancato o su una previsione azzeccata, o magari alla lunga paga la presuzione di poter fornire ogni volta una indicazione così precisa e impossibile quale la gente pretende?
In secondo luogo molti si lamentano che la perturbazione è stata poca cosa. Non è vero. Ha spezzato il dominio africano, e lo ha fatto fin sulla Puglia. Non si può assolutamente affermare che questo non sia degno di nota. Non si può dire che i fenomeni violenti non ci siano stati, solo perché magari hanno risparmiato la metropoli Milano o alcune aree del Nord-Ovest, segnatamente la medio-bassa pianura. Due passate temporalesche hanno percorso l’Emilia e una di queste ha spazzato il Centro dell’Italia, e non è poco.
La terza cosa di cui ci si è lamentati è il mancato calo delle temperature. Anche in questo caso non si può essere d’accordo. Le minime della notte su lunedì sono previste in picchiata, mentre nelle aree assolate valori sopra i 30°C erano ampiamente previsti.
Ecco dunque che ho cercato di analizzare le cose che si dicono ora tra appassionati e non, in una confusione che viene alimentata da troppe parti, e la cui vittima ancora una volta sarà questa bella scienza che viene poco capita perché non può dare certezze.
E che invece anche per questo motivo è amata da sempre più persone che la studiano e la seguono.
