
“Le attività principali derivanti da segnalazioni pervenute al numero verde, che hanno evidenziato fenomeni di fioritura algale – è scritto nel documento tecnico-scientifico redatto dai biologi Arpacal – sono state quelle predisposte nel Tirreno inferiore, in prossimità del fiume Mesima (S. Ferdinando e Nicotera), del fiume Petrace e del fiume Amato, nel Basso Ionio in prossimità del Torrente Agrifa e nell’alto Tirreno Cosentino (Torremezzo di Falconara Albanese)”.
“I primi risultati dei numerosi campioni prelevati nelle zone di criticità segnalate al numero verde – continua il report – sono: nel tratto di mare antistante il Lungomare di S. Ferdinando ( dal Lido Costa degli Dei fino alla foce del Mesima lato Sud ), è stata riscontrata la presenza di fioritura algale di Gymnodinium sp.. Si tratta di alghe che non producono tossine pericolose per l’uomo ma determinano la formazione di schiume per la degradazione cellulare. Dal punto di vista microbiologico, valori fuori norma sono stati riscontrati solo alla foce del fiume Mesima. Anche nei campioni prelevati in prossimità del Fiume Mesima (comune di Nicotera) si è riscontrata una proliferazione di microalghe non tossiche del genere “Gymnodinium sp.”, referto confermato anche dagli esperti del Centro di Ricerche Marine di Cesenatico”.
Anche nei campioni prelevati ad Amantea in località Coreca, nella provincia di Cosenza – continua il documento Arpacal – “è stata riscontrata una fioritura algale di “Cartesia sp.”; si tratta di un flagellato marino non tossico appartenente alla classe delle Cloroficee, famiglia delle Clamydomonadacaee, presente soprattutto in prossimità di zone d’immissione di acqua dolce e responsabile sia della colorazione verdastra delle acque sia della presenza di chiazze oleose dovute ai fenomeni di degradazione di globuli di olio o di grasso che sono accumulati al suo interno come materiale di riserva. Nei campioni prelevati a Marina di Gioiosa (RC) in prossimità dell’Hotel Niagara, infine, è stata riscontrata una cospicua presenza di polline di Urticaceae, che addensandosi sulla superficie delle acque le rende opalescenti e a chiazze scure”.
Contestualmente al documento d’aggiornamento, è stato pubblicato sul sito web dell’Arpacal (www.arpacal.it) anche il Report annuale sulle attività di “Monitoraggio delle microalghe potenzialmente tossiche lungo le coste calabresi”, realizzato su 25 siti individuati sulla base di specifiche metodiche e protocolli operativi dettati dall’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale (ISPRA). Con questo monitoraggio, l’Arpacal controlla annualmente la fioritura di alghe potenzialmente tossiche, come la Ostreopsis Ovata. “Nel corso della stagione balneare – conclude il documento – sono state rilevate concentrazioni poco rilevanti di specie potenzialmente tossiche e le ispezioni non hanno mai rilevato segni di sofferenza o di criticità delle comunità bentoniche. Unica eccezione la stazione di campionamento denominata Caminia “Lido La Cabana ” ricadente nel comune di Stalettì della provincia di Catanzaro dove la cospicua presenza di Ostreopsis ha prodotto una fioritura senza alcuna conseguenza per l’ambiente marino né per la popolazione. L’istituto di Ricerche Marine di Cesenatico ha eseguito la tipizzazione genica dei campioni e i risultati hanno confermato la presenza di Ostreopsis ovata”.
