
Non si segnala più nessun disperso dopo le frane che hanno colpito l’alta Val d’Isarco a seguito delle piogge torrenziali delle scorse ore: lo riferisce la provincia di Bolzano. Due le vittime accertate nelle frazioni di Avenes e Tulve, due anziane donne travolte dalle frane cadute sulle abitazioni. Ancora prima delle 13 – sottolinea la Provincia – la macchina della protezione civile altoatesina ha garantito la riapertura della strada statale del Brennero e delle provinciali attorno a Vipiteno, dove sono caduti 87mm di pioggia, ad eccezione della strada della val di Vizze, l’area piu’ colpita dall’ondata di maltempo che tra ieri sera e questa notte si e’ abbattuta sull’alta val d’Isarco. Proseguono le operazioni di sgombero. Attorno a mezzogiorno, riaperta la statale del Brennero, transitabili anche le strade provinciali per Mareta, Stanghe e Tulve: dopo i danni provocati dal maltempo in alta val d’Isarco proseguono le operazioni di sgombero e di ripristino del collegamenti. Impegnate centinaia di operatori della protezione civile altoatesina: da ieri sera circa 500 sono al lavoro in tutta l’area di Vipiteno. Dopo il recupero delle due ottantenni vittime della furia del maltempo mentre si trovavano nelle loro abitazioni, non si segnalano ulteriori dispersi. Dopo il vertice con il presidente Luis Durnwalder, competente per la protezione civile nella giunta provinciale, nel primo pomeriggio l’assessore provinciale all’agricoltura e turismo Hans Berger e’ arrivato a Vipiteno e ha poi effettuato un sopralluogo in val di Vizze, la zona piu’ danneggiata. E proprio la strada per Vizze resta ancora chiusa al traffico, ma si conta di riaprirla domani. Nei lavori di sgombero sono impegnate con i loro mezzi anche numerose imprese private del comprensorio. “Il quadro che si presenta e’ impressionante – ha riconosciuto Berger – non e’ ancora possibile quantificare tutti i danni ma una prima stima conferma che saranno ingenti.” Il direttore della Ripartizione provinciale opere idrauliche, Rudolf Pollinger, ha sottolineato che “per ripristinare l’originale letto di molti corsi d’acqua gli operai dei bacini montani dovranno lavorare per settimane se non mesi.”