Siberia di nome, temperature mediterranee di fatto: interessato da una anomala ondata di calore da fine maggio, il regno della steppa potrebbe arrivare a settembre con medie di 31-34 gradi centigradi e senza piogge, avvertono i metereologi. Con l’inevitabile carico di incendi, emergenze elettriche, raccolti distrutti. Solo nella regione di Krasnojarsk, i quasi mille roghi registrati da fine aprile hanno distrutto 200.00 ettari di taiga, riferisce il quotidiano online Vzgljad. Le acque del fiume Enisej non sono state così basse dal 1967, causando seri problemi al trasporto fluviale. Per molti piccoli villaggi sparpagliati sulle rive di questo questo corso d’acqua che è uno dei più grandi e lunghi al mondo (con i suoi 4.287 chilometri), le imbarcazioni sono l’unico mezzo di collegamento e l’Autorità per la navigazione porta avanti da giorni un braccio di ferro per lo stop dei traghetti e anche delle piccole barche. Nella stessa regione, si attendono notizie sui 40 pompieri prigionieri del fuoco da oltre una settimana, nel profondo della foresta del distretto Enisejsk. Hanno terminato i viveri giovedì scorso e, hanno comunicato due giorni fa le autorità locali, “è sempre impossibile evacuarli dalla zona dove operano, perchè il fumo impedisce di effettuare dei voli”. Loro vogliono uscire da soli, ma molto probabilmente si ritroverebbero accerchiati dalle fiamme. Gran parte della Siberia occidentale è in preda a una siccità senza precedenti negli ultimi 40 anni. Le conseguenze sono molte, dalla perdita delle scorte di foraggio per l’inverno agli orsi che escono dalla foresta e vagano per i villaggi in cerca di cibo. “Le bacche sono finite presto a causa della siccità, non hanno niente da mangiare e vanno a cercare nei bidoni della spazzatura”, spiega il capo del Dipartimento tutela animali del distretto di Kemerovo. “Quando le nocciole saranno mature, torneranno nei boschi”. Per la Siberia, la siccità significa raccolti perduti e con loro miliardi di rubli, ovvero parecchi milioni di euro. L’agenzia Itar-Tass fa i conti preliminari per i distretti più colpiti: danni per 3,1 miliardi di rubli per la regione di Altai, 1,8 miliardi per Kemerovo, 1,3 miliardi per il dipartimento di Omsk e così via. Anche le previsioni di raccolti a livello di tutta la Russia stanno crollando. Secondo il ministero dell’Agricoltura, il raccolto di grano potrebbe calare dell’11, sino al 25% rispetto alle stime pre-siccità. Oggi il vicepremier russo Arkadi Dvorkovich ha dichiarato che le esportazioni di frumento russo quest’anno potranno attestarsi a 10-12 milioni di tonnellate: nel 2011 ne sono state esportate 27 milioni.