
Il gran caldo e la siccita’ che hanno colpito il territorio nazionale nelle ultime settimane stanno mettendo a dura prova la filiera del pomodoro. A segnalarlo e’ l’Ainpo, la principale organizzazione di produttori del Nord Italia. Le condizioni climatiche, sottolinea in una nota il presidente di Ainpo, Filippo Arata, hanno ”determinato una situazione di grave stress sugli impianti a pomodoro con una perdita di prodotto” stimata, alla fine di luglio ”tra l’8% ed il 12%. La situazione ad oggi – argomenta – si e’ ulteriormente aggravata perche’ le limitate risorse idriche unite alle altissime temperature di questi giorni, stanno determinando danni irreversibili agli impianti di pomodoro tardivi con perdite di fiori, anticipo di maturazione e anche collassamenti delle piante; ragioni per cui e’ probabile, per gli impianti tardivi, un calo di produzione ancora superiore”. Pertanto, osserva, ”siamo a un punto cruciale: se non si riesce a tamponare” la situazione e’ possibile ”un calo di redditivita’ per i produttori agricoli che si riversera’ sull’intera filiera. Secondariamente il danno sugli impianti tardivi accorcera’ notevolmente la campagna di lavorazione gia’ partita con 10 giorni di ritardo e quindi torna in primo piano il problema occupazionale”. In questi mesi, chiosa Arata, ”ritengo che il Consorzio di bonifica abbia saputo gestire l’emergenza, ma occorre permettere a chi di dovere di continuare a lavorare. Gli attacchi mediatici, per semplice mania di protagonismo non servono a nulla”.