Cambiamenti climatici: gli uragani saranno sempre più forti, estesi e frequenti

Credit: NASA

Con la ‘tropicalizzazione’ dei mari causata dai cambiamenti climatici, che vede le acque scaldarsi sempre di piu’ anche nelle zone temperate, tutti i fenomeni atmosferici si stanno estremizzando. In particolare gli uragani del futuro saranno piu’ forti e potrebbero arrivare a latitudini prima impensabili. Lo afferma Vincenzo Ferrara, climatologo dell’Enea, secondo cui e’ comunque presto per dire se l’uragano Isaac e’ una avvisaglia del fenomeno. ”Negli ultimi anni abbiamo visto che le temperature dell’acqua si stanno scaldando, tanto che la zona definita come tropici diventa sempre piu’ larga – spiega l’esperto – questo fa si’ che ci sia piu’ energia accumulata dai mari, che da’ vita a uragani piu’ forti e in grado di spingersi sempre piu’ a nord, sia sull’Atlantico che sul Pacifico. In un futuro non lontano potremmo vedere anche la stessa capitale degli Usa Washington colpita da uno di questi cicloni, mentre sul numero di uragani non dovrebbe esserci un effetto”. Anche se il fenomeno della tropicalizzazione riguarda anche il Mediterraneo, noi siamo al sicuro dalle manifestazioni piu’ forti, anche se qualche effetto negativo lo si puo’ gia’ vedere: “Il Mediterraneo e’ molto piu’ piccolo, e quindi l’energia che accumula, anche a parita’ di temperatura, e’ molto minore – sottolinea Ferrara – in questo periodo il Tirreno ha la stessa temperatura del Golfo del Messico, circa 31 gradi, ma da noi e’ solo in superficie che il mare e’ ‘caldo’, mentre li’ sono 50 metri di acqua con lo stesso valore. Sul Mediterraneo e’ lecito aspettarsi temporali molto piu’ violenti, con le cosiddette ‘bombe d’acqua’, verso la fine di settembre, quando i primi freddi si scontreranno con l’energia che viene comunque accumulata, ma senza arrivare a dei veri e propri uragani”. Il climatologo ricorda comunque che le trombe d’aria, come quelle che si sono verificate domenica in Italia, sono fenomeni diversi dagli uragani. ”Le trombe d’aria, chiamati anche tornado, sono infatti in realta’ dei vortici che dalle formazioni nuvolose di cumulonembi scendono come imbuti fino a terra, o a mare, mescolando velocemente aria molto fredda e molto calda, grazie all’effetto Coriolis, della rotazione della Terra”. Per quanto riguarda infine la stagione degli uragani di quest’anno, secondo Ferrara la potenza potrebbe essere mitigata da El Nino: “Di solito quando c’e’ El Nino gli uragani sono sotto la media, anche se le previsioni che prima erano per una stagione blanda poi sono state riviste dal Noaa ‘al rialzo’, con l’affermazione che invece potrebbe essere sopra la media. Al momento le acque del Golfo del Messico sono abbastanza calde ma in passato lo sono state anche di piu’, quindi e’ difficile fare previsioni. Anche riguardo allo stesso Isaac, che ora e’ ancora una tempesta tropicale e non un uragano, c’e’ molta incertezza, e non si puo’ dire nulla su quanto diventera’ potente sulla terraferma”.