Dopo un viaggio di 570 milioni di chilometri, iniziato lo scorso 26 Novembre dalla base di Cape Canaveral, in Florida, il Mars Science Laboratory scenderà tra qualche ora sul suolo di Marte. L’evento terrà con il fiato sospeso il mondo intero, che attende con trepidazione i “7 minuti di terrore”, come li ha definiti la NASA. Con un peso di 800 Kg, la sonda rappresenta il più grande robot mai realizzato per l’esplorazione planetaria, che cercherà di scandagliare il suolo marziano alla scoperta di forme di vita passate o presenti. I media dedicheranno grande attenzione alla missione, seguendo il percorso di 130 chilometri che la sonda affronterà nell’atmosfera del pianeta rosso prima di toccare il suolo. Il contatto con il pianeta avverrà alle 7:17, ma il segnale elettromagnetico inviato dal robot ci impiegherà 14 minuti per percorrere i 100 milioni di chilometri che separano Marte dalla Terra. Quando la NASA riceverà il segnale di entrata nella rarefatta atmosfera, il rover avrà già toccato il suolo, che noi dovremmo osservare alle 7:31. “Quando ci poseremo su Marte, comincerà un’era completamente nuova nell’esplorazione della superficie di un altro pianeta“, ha spiegato John Grotzinger, responsabile scientifico all’Istituto di tecnologia della California, a Pasadena, convinto che il robot permetterà di rispondere a numerose domande sulla vita su Marte. In passato ci avevano provato, nel 1976, le sonde Viking, ma i risultati furono controversi.

Intanto sembra procedere tutto per il verso giusto, visto che anche le condizioni meteorologiche sembrano decisamente confortanti. Periodicamente il quarto pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole, vede scatenarsi delle terribili tempeste di sabbia che avvolgono l’intero globo. Ma al momento tutto ciò sembra non avvenire. La tempesta di polvere che finora aveva imperversato nell’emisfero Sud di Marte, infatti, si sta riducendo in intensità e per il momento dell’arrivo di Curiosity si prevedono condizioni meteo favorevoli. Nonostante questo, la possibilità del fallimento è sempre dietro l’angolo: delle precedenti 19 missioni americane su Marte, sei sono fallite. Il rover laboratorio Curiosity dovrà scendere nella rarefatta atmosfera marziana come un proiettile lanciato alla velocità di oltre 21.000 chilometri orari per rallentare fino a fermarsi sulla superficie nell’arco di sette minuti. In questa manovra difficilissima, nella quale Curiosity eseguirà autonomamente centinaia di operazioni, il robot-laboratorio dovrà centrare quella che gli esperti della Nasa definiscono la ”cruna di un ago”, ossia il punto del cratere Gale più interessante per andare a cercare tracce di vita passata su Marte. Subito dopo l’ingresso in atmosfera il rover dovrà decelerare aprendo un paracadute. Quindi si separerà in due. Una delle due componenti lavorerà come una gru del cielo, depositando il rover sul terreno senza danneggiarlo per poi volare via per non intralciarne il lavoro. Curiosity sta rispettando la tabella di marcia ed è in perfetto orario. Il rover non comunicherà direttamente con la Terra: il primo a ricevere il segnale di ”missione compiuta” sarà il satellite della Nasa Mars Odyssey. Quando il rover arriverà sulla superficie, infatti, la Terra si troverà al di sotto dell’orizzonte marziano.