
La Chiesa condanna nel modo piu’ fermo i comportamenti che attentano alla integrita’ della natura e in particolare considera “quasi un’opera satanica” la scelta irresponsabile di provocare incendi per ottenere un vantaggio economico. Lo ricorda il vescovo di Palestrina e assistente generale dell’Azione Cattolica, monsignor Domenico Sigalini. Nell’utilizzare espressioni cosi’ forti – spiega ai microfoni della Radio Vaticana – “non esageriamo” perche’ “c’e’ dentro del male piu’ grande di noi in tutti questi atteggiamenti, in cui le persone scaricano la rabbia facendo del male agli altri“. “Questo mondo che Dio ci ha dato – afferma il presule – non possiamo dilapidarlo, non possiamo assolutamente degradarlo come stiamo facendo in questo tempo“. Secondo monsignor Sigalini, infatti, “questi incendi che avvengono nei nostri boschi sicuramente sono stati fatti da persone“. Si tratta dunque di “una sciagura che deriva da mancanza di coscienza“. “C’e’ di mezzo – ricorda il vescovo di Palestrina – il famoso bene comune, ma c’e’ di mezzo anche la serenita’ e la godibilita’ della vita: il Signore ci ha dato un Creato perche’ fosse godibile“. Quanto alla risposta dello Stato, Sigalini condivide la proposta di pene piu’ severe per i piromani ed aggiunge che “e’ necessaria una organizzazione piu’ capillare di questa presenza e soprattutto ci vuole la partecipazione della gente a questo obiettivo“. “E’ necessario – conclude monsignor Sigalini – il desiderio della comunita’ cristiana, una capacita’ di intesa su queste politiche di attenzione al territorio: poi possiamo invitare anche lo Stato a fare di piu’ la sua parte, possiamo invitare tutte le persone che sono stipendiate per i boschi a fare veramente il loro lavoro e non a starsene in ferie proprio in questo tempo“.