
“La maggior parte degli incendi – continua – che interessano aree boschive di origine dolosa, ben il 64,3% dei casi, mentre sono colposi il 22,7%, hanno cause dubbie il 12,7% e sono accidentali solo lo 0,3% e naturali lo 0,2% (dati Corpo Forestale dello Stato). Una conferma viene dai dati 2011 del Rapporto Ecomafie di Legambiente: il Lazio salito dal sesto al quarto posto della classifica nazionale per le infrazioni legate ad incendi -dolosi, colposi, generici- con 715 infrazioni e un aumento di ben 223 illeciti rispetto all’anno precedente”. ” Nel Lazio la situazione critica, occorre lavorare per preservare soprattutto i parchi e le aree boscate dalle conseguenze di veri e propri atti criminali – aggiunge Avenali-. Negli scorsi anni avevamo assistito a una riduzione del grave fenomeno, in particolare, grazie all’applicazione della legge quadro 353 del 2000 che attraverso il catasto comunale delle aree percorse dal fuoco, impedisce di speculare sulle aree, ma anche grazie a campagne informative e di sensibilizzazione”. “Certo – conclude la direttrice di Legambiente Lazio -, la riduzione ai minimi termini dei parchi da parte della Regione non aiuta: le ultime due maggioranze hanno commissariato gli enti per tempi lunghissimi, ora lo sono da due anni nel silenzio generale, e sono di volta in volta stati ridotti i trasferimenti di risorse, costringendo a salti mortali anche per mettere la benzina nelle automobili dei guardiaparco e limitando moltissimo le attivit di fruizione delle aree protette, che sono la vera risposta al rischio incuria e degrado. Anche in tempi di revisione della spesa pubblica bisogna stare attenti a dove tagliare. Lo abbiamo detto sui Comuni pi piccoli, come sulla scuola e sui tribunali, ma vale anche sui parchi che rappresentano una ricchezza ambientale di enorme valore anche turistico, specie nella Capitale.”
