
”Emergenza siccita’. Subito l’attivazione di un tavolo di crisi e il riconoscimento dello stato di calamita”’. A chiederlo e’ la Confederazione italiana agricoltori del Veneto che fa appello all’assessore regionale all’agricoltura, Franco Manzato, affinche’ si attivi come annunciato, nel sollecitare un urgente e immediato intervento da parte del ministero. Secondo la Cia per gli interventi di emergenza ”Sono scaduti anche i tempi supplementari”: le temperature elevate e l’assenza prolungata di piogge stanno mettendo in ginocchio il settore. E sugli agricoltori pesano anche gli aumenti dei costi produttivi per energia e irrigazione. La mappa delle province e dei territori veneti piu’ gravemente colpiti dal mix micidiale di caldo torrido e siccita’ comprende: il rodigino, la bassa padovana, il basso veneziano, il portogruarese, il litorale per una trentina di chilometri. ”E’ giunto il momento di passare dalle parole ai fatti, spiega il presidente di Cia Veneto Daniele Toniolo – In un momento come questo la siccita’ sta aggravando la condizione di moltissime aziende agricole del territorio, gia’ messe in ginocchio dalla crisi degli ultimi anni e da una burocrazia insostenibile”. Sale la conta dei danni subiti dalle aziende agricole a causa della siccita’. La stima secondo Cia Veneto oscilla tra i 250 e i 300 milioni di euro. Le situazioni piu’ gravi riguardano i seminativi come il mais e la soia e le barbabietole: in Veneto si produce il 40% del mais nazionale: le perdite previste sono gia’ del 30 per cento sul mais e del 45 per cento sulla soia. La situazione piu’ critica nel polesine. Nelle zone non irrigate il mais non va in fioritura e non emette la spiga, con perdite dall’ 80% al 100%. Si stima che il 45% della superficie del rodigino coltivata a mais sia in queste condizioni. Per la soia di primo raccolto, anche dove si e’ irrigato, si segnalano danni che vanno dall’80% al 100%, a causa delle alte temperature. Nel veneziano colpita l’area di Chioggia, Cavarzere e Cona. Nella bassa padovana si registrano perdite sul mais che vanno dal 40 al 50%. Gli ettari coltivati a mais in provincia di Padova sono 60 mila e almeno la meta’ si trovano nella bassa padovana. Qui il danno stimato per le aziende agricole ammonta a 25 milioni di euro.
