Estate di grandi piogge nell’Africa sub-sahariana; sempre più gravi gli effetti delle inondazioni in Niger per l’esondazione del fiume omonimo

Almeno per quest’anno le popolazioni dell’Africa sub-sahariana, che vivono solo di agricoltura e pastorizia, non patiranno gli effetti catastrofici della siccità. Spesso in questi paesi cosi poveri una mancata stagione delle piogge può costare veramente caro alla gente, provocando gravissime carestie che vanno ad alimentare i conflitti tribali ed etnici che sovente insaguinano queste terre (facendo il gioco delle organizzazioni integraliste islamiche che ormai hanno spostato le loro mire espansionistiche verso il Maghreb) nella totale indifferenza della comunità internazionale. Anzi, quella che si sta per concludere, risulta essere una delle estati più piovose degli ultimi 10 anni in buona parte della fascia del Sahel, inclusa la Somalia, che ha potuto godere di una discreta dose di piogge tra i mesi di Aprile e Maggio, durante la risalita dell’ITCZ verso latitudini più settentrionali. Già dal mese di Giugno l’inizio della stagione delle piogge zenitali sull’Africa sub-sahariana si è rilevata più intensa del previsto grazie al mantenimento della posizione avanzata del “fronte di convergenza intertropicale” su buona parte dell’Africa occidentale, in particolare fra il settore del Niger e Ciad. Per le popolazioni dell’Africa sub-sahariana, che vivono solo di agricoltura e pastorizia, questa è una ottima notizia. Fortunatamente il 2012 si conferma un anno più piovoso della norma in molte zone della fascia salesiana, dopo i surplus pluviometrici registrati in Somalia, duramente colpita lo scorso anno da una delle peggiori siccità viste in 60 anni, nel corso dei mesi della stagione primaverile, durante la graduale avanzata verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” lungo l’Africa orientale. In quasi tutti i paesi del Sahel, dal sud del Mali, passando per il Burkina Faso, il Niger meridionale, il Ciad meridionale e il South Sudan, gli apporti pluviometrici finora registrati sono superiori alle media, con grandi surlpus però localizzati solo in aree più ristrette, mentre il quantitativo di poco sopra la media, di ben oltre i 50-60 mm, si è presentato quasi ovunque.

L'andamento dell'ITCZ nel mese di Luglio, piogge copiose su tutta l'Africa sub-sahariana

Il surplus più consistente si è registrato nel settore occidentale del South Sudan, nel sud del Niger e nel nord della Nigeria, dove localmente sarebbero caduti oltre 400-500 mm d’acqua a seguito delle intense “Multicelle” e dei “Cluster” che si sono formati di continuo sull’area. Alcuni di questi temporali sono risultati veramente molto intensi, tanto da essere accompagnati da una attività elettrica a fondoscala e da furiosi colpi di vento che hanno toccato i 90-100 km/h. Per la capitale del Niger, Niamey, quella trascorsa verrà ricordata come una delle estati più piovose degli ultimi anni. Molto spesso la capitale nigerina si è trovata nella rotta dei grandi sistemi temporaleschi a mesoscala che si originavano nel South Sudan, lungo la linea di confluenza nei bassi strati fra l’umido flusso marittimo da SO del “Monsone di Guinea” e le più secche e calde correnti da E-NE legate all’”Harmattan”. Questi “Cluster temporaleschi”, particolarmente intensi, una volta agganciati in quota dall’”African easterly jet”, tendevano a muoversi da est ad ovest, attraversando il Ciad centro-meridionale e il Niger, portando forti rovesci di pioggia, prima di spostarsi in direzione del confine malitiano. Purtroppo, in seguito alle abbondanti precipitazioni estive, almeno 52 persone sono morte e più di 400.000 sarebbero rimaste senza casa. Questi sono i dati forniti di recente dal governo del paese africano, che spiega anche che l’eccezionale piena del fiume Niger nella capitale Niamey avrebbe provocato la maggior parte delle vittime, mentre altri sei morti sono stati accertati nella città di Agadez. La maggior parte delle persone che hanno perso tutto e che sono state evacuate dai soccorritori, sono ora alloggiate in scuole, moschee e edifici pubblici. Moltissime le case, i dispensari e i depositi di generi alimentari distrutti. Il governo ha anche segnalato un deciso aumento dei malati di paludismo nella maggior parte delle zone sinistrate e in particolare nella regione di Tillaberi, vicina al Mali, dove da luglio sono già stati registrati decine di casi di questa malattia.

Temporale con "Haboob" sfonda in pieno deserto

Il posizionamento cosi avanzato dell’ITCZ sul fronte africano è da imputare alle anomalie termiche oceaniche dell’Atlantico equatoriale, nel tratto poco a sud e sud-ovest del golfo di Guinea. Tali anomalie oceaniche hanno originato il temporaneo rinforzo del flusso del Monsone di Guinea (altro non è che il corrispondente dell’Aliseo di SE sull’Atlantico meridionale che oltrepassa l’equatore ed in prossimità delle coste dell’Africa occidentale viene deviato verso destra dalle depressioni termiche che si formano sull’Africa centrale e il Sahel) che a sua volta, estendendosi verso il Sahel fino al Mali, Niger, sud del Ciad e South Sudan, ha spinto l’ITCZ ben oltre le medie climatologie del periodo, specie sull’Africa occidentale dove il “fronte di convergenza intertropicale”, causa le ingerenze degli umidi venti da SO e O-SO di lontana origine atlantica, si trova posizionato fra il Mali centrale, il nord del Niger e il Ciad centro-settentrionale. Nel mese di Giugno e in Luglio l’ITCZ, sul fronte dell’Africa occidentale, ha mantenuto una posizione media di oltre i 17.5° di latitudine nord, siamo ben oltre i 1.0° più a nord della posizione media climatologica. Proprio grazie all’impulso dei venti da O-SO e SO l’ITCZ ha mantenuto questa posizione cosi avanzata per un periodo prolungato. Sul fronte orientale la posizione dell’ITCZ è stata nettamente minore, appena di 0.3 gradi a nord della media climatica. Questa notevole espansione di latitudine degli umidi venti monsonici di Guinea ha costretto i caldi e secchi venti da E-NE e NE (“Harmattan”, corrispondente all’Aliseo di NE sul Sahara), prevalenti su tutto il deserto del Sahara, ad arretrare verso nord, spirando piuttosto tesi fra il deserto libico, l’area montuosa dell’Ahaggar e l’entroterra desertico algerino e del Marocco meridionale fino al Sahara occidentale e alla Mauritania.

Ma l’interazione tra la calda e secca ventilazione orientale con i più umidi venti da SO o più da O-SO ha favorito la formazione di una depressione termica al suolo, con minimo pronto a scendere poco sopra i 1000 hpa, localizzata fra l’estremo sud-ovest dell’entroterra desertico algerino e il nord-est del Mali, in pieno Sahara occidentale. Questa depressione saheliana, a carattere termico, in queste settimane è stata la principale responsabile del temporaneo rinforzo dell’umido Monsone di Guinea che ha fatto impennare la linea dell’ITCZ ulteriormente verso l’alto sull’Africa occidentale, rinvigorendo la Cella di Hadley e spingendo a sua volta il promontorio anticiclonico algerino nel cuore del Mediterraneo, con frequenti ondate di calore proiettate tra Spagna, Francia e Italia. In più gli umidi venti da SO e O-SO sono arrivati fino al nord del Mali e del Niger. Qui le infiltrazioni umide, di origine oceanica, hanno anche prodotto un po’ di instabilità, con la formazione di locali Cellule temporalesche e “Cluster” (temporali a grappolo) che hanno prodotto anche delle precipitazioni nel deserto nigerino e malitiano. Addirittura nel nord del Mali, nel tratto di deserto a sud della regione montuosa dell’Ahaggar (nel sud dell’Algeria), tra Giugno ed Agosto, si sono verificati dei temporali, anche intensi, che hanno dato luogo a piogge e a veri e propri rovesci che hanno bagnato la superficie desertica, con accumuli che localmente hanno superato pure i 15-20 mm. Ma delle piogge, indotte dall’attività convettiva innescata dalle infiltrazioni umide dai quadranti meridionali, si sono verificate anche nel sud-est dell’Algeria, in particolare nella regione a nord della catena montuosa del Tassili, con apporti di appena 10-20 mm mensili. Qualche scroscio di pioggia ha colpito anche alcune aree del Fezzan, nel deserto libico, con apporti che comunque non hanno superato gli 8-10 mm. Inoltre lungo la parte settentrionale del “fronte intertropicale” gli intensi venti orientali, in genere da Est o E-NE, hanno sollevato imponenti “Haboob” (tempeste di polvere) che dal nord del Ciad e dal sud della Libia si sono estese al sud dell’entroterra algerino arrivando fino al nord del Mali, raggiungendo la parte orientale della Mauritania, quella maggiormente penalizzata, in termini di piogge, dal costante soffio dei sostenuti venti da NE.