Se i conti tornassero e se “la matematica non è un opinione” direbbe qualcuno, c’è da prender in seria considerazione come l’attuale pack artico sia davvero messo alle strette da un’eccezionale virata negativa delle sue belle e splendenti banchise che fino agli anni 80′ erano ancora sufficientemente spesse ed estese.
Da allora in poi e in particolare negli attuali anni 2000′ ecco il baratro far sprofondare sempre più il settore del Polo Nord sotto un autentico tracollo spaventoso, dove la media dice che dai quasi 8 milioni mt/q del decennio anni 80′ si è passati agli attuali 4 milioni mt/q del decennio nelle stagioni estive.
Quindi in 30 anni appena persi il doppio quasi dell’estensione artica di ghiaccio e c’è davvero di che preoccuparsi dato che il processo ormai pare inarrestabile, tant’è che la stima degli scienziati è praticamente basata su i dati inequivocabili che mettono in guardia per il prossimo decennio una possibilità di un’ulteriore perdita.
Dicevamo ad apertura di articolo che, se la matematica non è un’opinione, si corre il rischio concreto che entro 15 o 20 anni potremmo davvero svegliarci un giorno nel trimestre estivo a contare solo acqua al Polo Nord senza più banchisa con tutte le conseguenze del caso che poi potremmo ritrovare sotto il profilo climatologico futuro.
Non sta a noi dirlo ed è solo una stima approssimativa realizzata su tale processo in atto, ma è sotto gli occhi di tutti una netta fusione senza precedenti nell’era moderna e che rischia veramente di stravolgere, assieme ad altri fattori meteo-climatici, il prossimo futuro meteorologico del Pianeta, con cambi climatici sempre più netti.
