
Gli alberi dalle pittoresche fronde gialle non sono piu’ sinonimo di autunno. Almeno in Maremma, dove le piante hanno gia’ perso il caratteristico colore verde a causa della siccita’. Un ecosistema in sofferenza, assetato, impazzito che reagisce con un autunno in anticipo, almeno dal punto di vista estetico e nonostante le temperature bollenti. Una “Maremma amara”, come recita un’antica canzone popolare. Lo racconta all’Adnkronos Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf, che sul posto ha rilevato “una situazione fortissima di siccita’ che va avanti da mesi, con sofferenze evidenti degli alberi, dagli aceri campestri alla roverella e gli alberi di macchia, gia’ con le foglie gialle”. Significa – spiega – che non c’e’ quella disponibilita’ idrica a cui gli alberi attingono anche d’estate, causata da una siccita’ che va avanti da mesi. Per capirci, gli acquazzoni che ci sono stati a Roma a giugno e luglio qui non sono arrivati”. Ad aggravare la situazione, poi, c’e’ la reazione naturale da parte degli alberi che “a fronte di una forte siccita’ invece di assorbire anidride carbonica la immettono, come era gia’ successo nel 2003 con la famosa estate caldissima”. Una tendenza al riscaldamento che in Maremma sta creando problemi al ciclo idrico, con gli abitanti della zona che devono fare i conti con la scarsa disponibilita’ di acqua, ma anche problemi a ricaduta su agricoltura, allevamento e fauna.