Gli straordinari fulmini globulari: scienza, storia e didattica. Cosa sono e quando si verificano?

Fino a un pò di anni fa se aveste parlato di fulmini globulari in ambiente scientifico vi avrebbero guardato un po’ male, ed è possibile che chi è poco informato lo faccia anche ora. I fulmini globulari sono infatti fenomeni che hanno “fatto fatica” ad essere accettati dalla comunità scientifica, e ciò è in parte dovuto al mistero che ancora li circonda.

Ma cosa sono, innanzi tutto? Si tratta, come suggerisce il termine, di fulmini di forma tondeggiante, che sono messi in relazione a fenomeni temporaleschi, anche se nel 10% dei casi vengono osservati con cielo sereno, e questo rappresenta un ulteriore mistero, a meno di ammettere che possano manifestarsi anche a una certa distanza da un temporale.  Sarebbero addirittura molto più frequenti dei fulmini classici ma, date le lor esigue dimensioni, solitamente tra 20 e 50 cm, e la debole luminosità – come quella di una lampadina – sfuggono non solo alla osservazione visiva, ma anche a quella dei tanti dispositivi elettronici, cosicché sono poche le foto che abbiamo a disposizione.

I fulmini globulari appaiono improvvisamente, fluttuano nell’aria, assumendo anche colori diversi,  ma possono anche interagire con la materia in maniera molto particolare: da un lato capita che vengano visti entrare all’interno di edifici chiusi, dall’altro poi, come semplici palloni, rimbalzano a terra. Scompaiono scoppiano o semplicemente svanendo, lasciando un odore di zolfo.

E’ chiaro da questa descrizione che siamo lontani dal chiarire alcune loro particolarità, specie quella più famosa di poter apparire all’interno di aerei in volo, in barba alla schermatura elettrica detta gabbia di Faraday, la stessa che li protegge dagli altri fulmini. Allora è chiaro che devono avere qualcosa di particolare, e non siano spiegabili del tutto banalmente. Un’ipotesi li spiega in base alla liberazione di alcune sostanze nell’aria ad opera di fulmini tradizionali, le quali reagirrebbero poi con l’ossigeno ad altissime temperature, in uno stato cioé chiamato plasma, caratterizzato da gas formato da ioni.

Molti avvistamenti U.F.O. inoltre potrebbero essere spiegati con questi fulmini, date le caratteristiche descritte, alle quali possiamo aggiungere il muoversi controvento o l’assumere traiettorie per nulla naturali, o meglio, che non ci appaiono come tali, ma che seguono i campi elettrici. Chi scrive ha potuto osservarne uno a una una certa distanza, e certamente se non avesse conosciuto il fenomeno non avrebbe esitato a chiamare in causa ben altre forze misteriose!

Non sono generalmente pericolosi, lasciando al più lievi scottature, ma ovviamente nemmeno questa è una regola.

Sono associati spesso a fenomeni estremamente violenti. Vengono descritti spesso in associazione ai forti tornado, con descrizioni quali “braci accese”, come testimoniatomi personalmente anche in occasione del forte tornado di Vallescuropasso del 1957, classificato F4-F5.