
Cambiamenti climatici e ambientali anche di grandi proporzioni possono non portare necessariamente all’estinzione in massa di alcune specie: almeno questo sembra essere il caso dei Moa, gli uccelli giganti della Nuova Zelanda la cui scomparsa è dovuta interamente all’uomo. Come riporta il sito di Science Daily, uno studio del dna superstite dei moa ha permesso di stabilire che la popolazione rimase sostanzialmente stabile lungo i 40mila anni che precedettero la colonizzazione della Nuova Zelanda, nel 1280. Nel corso della loro storia i moa hanno hanno minimizzato l’impatto dei cambiamenti climatici seguendo l’espansione e la contrazione del loro habitat causata dalle fluttuazioni della temperatura e dalla fine dell’Era Glaciale.