Il presunto ‘caso Clini’ e’ scaturito indirettamente da una informativa degli investigatori contenente le trascrizioni di alcune intercettazioni telefoniche, consegnata dalla Procura di Taranto ai giudici del Tribunale del Riesame durante la discussione sui ricorsi per il sequestro degli impianti dell’area a caldo dell’Ilva e per gli arresti di otto dirigenti ed ex dirigenti. Nell’informativa e’ trascritta un’intercettazione in cui un dirigente ed ex pr dell’Ilva, Girolamo Archina’, direbbe la frase “e’ un uomo nostro” parlando al telefono con un altro dirigente della necessita’ di ottenere dal ministero dell’Ambiente l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Oggi La Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato la frase indicando che nella telefonata si direbbe “Clini e’ un uomo nostro”. L’intercettazione e’ del 2010, quando Clini era direttore della direzione generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia. Nella telefonata pare che gli interlocutori facciano riferimento a presunte conoscenze ministeriali. Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, ha chiesto che il ministro dell’Ambiente facesse chiarezza sul contenuto dell’intercettazione. Clini ha risposto con una nota durissima del dicastero, segnalando la vicenda al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano e al ministro della Giustizia, Paola Severino. Nella nota si parla di “insinuazioni” spiegando che il ministro Clini “non si e’ mai occupato della Autorizzazione integrata ambientale dell’Ilva” e “ne’ ha mai avuto rapporti con la dirigenza Ilva” in merito. Poi la stoccata ai magistrati. ”Il deposito nel corso dell’udienza preliminare da parte dell’ufficio della Procura di una intercettazione del 2010 nella quale un dirigente Ilva allude a buoni appoggi da parte di Clini costituisce una grave violazione della deontologia processuale” si legge nel comunicato, in cui si precisa che ”e’ evidente l’intento insinuante e suggestivo dell’uso di una intercettazione priva del minimo indizio di rilevanza nel processo, perche’ sfornita di qualsiasi supporto probatorio”. ”In nessuna di tali intercettazioni risulta – direttamente o indirettamente – il nome del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini” ha fatto sapere in serata in una nota il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, riferendosi al contenuto dell’informativa consegnata al tribunale del Riesame. “Ringrazio il procuratore di Taranto per aver fatto chiarezza smentendo la notizia di un riferimento a me nelle intercettazioni depositate”, ha risposto Clini. Poco dopo la l’Ilva ha reso noto che oggi ”ha interrotto ogni rapporto di lavoro con il sig. Girolamo Archinà che pertanto in alcun modo e in nessuna sede puo’ rappresentare la societa’ stessa”. Archina’, insieme ad Emilio Riva, il figlio di questi, Fabio, e l’ex diretotre dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, e’ indagato per corruzione in atti giudiziari in un’inchiesta della Procura di Taranto riunita con il procedimento penale di cui si sta occupando ora il Tribunale del Riesame. La Gazzetta del Mezzogiorno, dal canto suo, conferma la propria versione e afferma che “il nome di Clini, all’epoca direttore generale del ministero dell’Ambiente, figura in una intercettazione di Girolamo Archinà”.
Ilva Taranto: una vecchia intercettazione crea un “caso-Clini”, ma il Ministro accusa la Procura
